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Lisa Marzoli: «Se Dio è con noi il male non ha l’ultima parola»

04/07/2019  «Sento che il Signore mi protegge», dice la giornalista che, affrontando il tema della pedofilia, ha conosciuto da vicino la malvagità umana. «Per questo desidero essere uno strumento nelle Sue mani»

La serenità non ha mai un solo volto. C’è chi la raggiunge duramente, portando ancora i segni di quell’impegnativa conquista. Chi la possiede a giorni alterni, tradendo la vertigine di precarietà a ogni sorriso mancato. E poi c’è Lisa Marzoli: la sua è una serenità salda, quasi d’altri tempi. Spiazzante. La giornalista del Tg2, nonché conduttrice de La vita in diretta estate su RaiUno,  guarda e racconta il mondo con il distacco di chi sa che, persino nella notte più buia, c’è un Padre che ti protegge e, alla fine, un’alba di speranza. Il suo sorriso fa così il paio con una tenace determinazione, a tratti fredda, quasi militaresca. Lei stessa, ridacchiando, si definisce «un soldato». Se fa la giornalista è anche perché vuole fare la differenza in questo mondo. In parte c’è già riuscita: in passato ha portato avanti importanti inchieste contro gli abusi sui minori, che si sono concluse con l’arresto di un gruppo di pedofili. A La vita in diretta estate alterna leggerezza e contenuti impegnati e, insieme al co-conduttore Beppe Convertini, è riuscita a far volare il programma in ascolti: al terzo giorno di messa in onda La vita in diretta estate ha toccato lo share record del 17%.

Eppure lei nasce come giornalista politica…

«Per dieci anni mi sono occupata di politica, poi francamente non ce l’ho più fatta. Ero finita per diventare il megafono di qualcosa che c’entrava poco con la gente. Così ho cambiato completamente settore. Ora mi sento più utile: racconto la società, sto a contatto con le persone e questo dà più senso alla mia vita. Credo che il giornalismo voglia dire prima di tutto mettersi in ascolto e aiutare le persone, offrendo informazioni, soluzioni, messaggi di speranza. Per certi versi vivo il mio lavoro come una missione».

In che senso?

«Vorrei che attraverso di me, e attraverso il mio lavoro, si compisse il Bene. Sono sempre stata credente: la fede è un grande dono che i miei genitori mi hanno trasmesso fin da piccola. Oggi so con certezza che Dio mi è vicino: mi rivolgo spesso a Lui, sento che mi protegge e desidero essere uno strumento nelle Sue mani».

La fede è spesso un valore che si trasmette di padre in figlio ma poi arriva sempre un momento in cui si sceglie, personalmente, di credere. A lei quando è successo?

«Per credere nel Bene devi aver conosciuto il Male. Nella mia vita mi sono capitate delle cose molto brutte e in alcune inchieste di lavoro, come i casi di pedofilia, ho toccato con mano cos’è il male, quello vero. Lì ho capito che, se esiste un abisso di malvagità, deve esserci un abisso altrettanto profondo di Bene da qualche altra parte. Per farla breve: secondo me è in corso una battaglia, tra Bene e Male. Devi solo capire da che parte vuoi stare».

Come mai non si è sentita scoraggiata davanti a così tanto male? Sarebbe stato comprensibile.

«Non mi sono scoraggiata perché il male non ha l’ultima parola tant’è vero che, portando avanti l’inchiesta, abbiamo mandato in carcere un gruppo di pedofili».

Nel suo cammino di fede ci sono state delle persone particolarmente significative?

«Qui a Roma ho un padre spirituale straordinario: padre Emidio Alessandrini. Vado spesso da lui. L’ho conosciuto grazie a una collega del Tg2: in un momento di grave crisi era andata a parlare con lui e ne era rimasta entusiasta. Mi ripeteva che padre Emidio sapeva dire la cosa giusta al momento giusto. Io non ero in crisi ma sono andata comunque a conoscerlo: ero arrivata da poco a Roma e desideravo un punto di riferimento spirituale».

Perché reputava importante averlo?

«Ho sempre avuto una visione trascendentale della vita: penso che Dio parli attraverso alcune persone. Prima di padre Emidio, il mio riferimento era il parroco del mio paese».

Cosa la affascina maggiormente del messaggio cristiano?

«Senza nulla togliere alle altre religioni, mi piacciono i continui richiami del cristianesimo al bene: il nuovo comandamento “ama il prossimo tuo come te stesso”, così come l’insistenza sulla pietà e la comprensione verso il prossimo. Sono valori che ti mettono fin da subito in una situazione di accoglienza, aiuto e ascolto».

A proposito di attenzione verso il prossimo, ciclicamente si fa polemica sui giornalisti che sfoggiano il crocifisso davanti alle telecamere del tg. Qual è il suo parere in merito?

«Per quel che mi riguarda, se desidero metterlo, lo indosso. Capisco l’attenzione verso le altre religioni, ma è altrettanto vero che l’Europa ha delle radici cristiane fortissime: il cristianesimo fa parte di noi e rappresenta anche una dimensione civile e culturale fondamentale del Paese. Anche per tale ragione, ero contraria alla decisione di stralciare il riferimento alle radici cristiane dell’Europa».

Cosa vuol dire oggi essere tolleranti?

«La tolleranza è un valore fondamentale ma è realmente tale quando si traduce in un confronto tra posizioni differenti, che si rispettano senza negare le reciproche differenze. Diventa invece altro quando la tolleranza si traduce in appiattimento. Io sono quello che sono: non posso appiattirmi per adeguarmi agli altri».

Ci sono dei temi in particolare che desidera affrontare a La vita in diretta estate?

«Mi piacerebbe molto parlare delle dimissioni in bianco (la pratica di far firmare alle lavoratrici o ai lavoratori le proprie dimissioni in anticipo, completando poi l’iter in caso di gravidanza, malattia o infortunio, ndr): una realtà molto diffusa nel Sud Italia, che coinvolge tante donne disincentivandole a fare figli. Inoltre vorrei continuare a parlare di pedofilia».

Non sarà troppo per il pomeriggio di RaiUno?

«Forse, ma bisogna farlo perché gli abusi sui minori sono il male più grande».

Mi tolga una curiosità: è vero che è particolarmente devota a santa Brigida?

«Tutto è nato da un errore di gioventù! Da ragazzi si fanno tante sciocchezze e noi, ingenui studenti del liceo classico, avevamo iniziato a fare le sedute spiritiche sui banchi di scuola, ignari del pericolo. Questo fino a quando tre di noi non si presero un grosso spavento: terrorizzati, siamo corsi in massa dal prete! Ricordo che ci sgridò moltissimo (giustamente!) e a me diede come penitenza di recitare le orazioni a santa Brigida, per un anno intero. Erano molto lunghe ma io ero talmente spaventata che le feci sempre, ogni sera, per 12 mesi. Alla fine mi sono interessata alla sua storia e le sono rimasta molto devota»

LA BIOGRAFIA. HA COMINCIATO CON LA CRONACA POLITICA

Giornalista del Tg2, Lisa Marzoli è nata a Ortona (Chieti) nel 1979. Nel 2004, subito dopo la laurea in Scienze della comunicazione, si trasferisce a Roma. Per dieci anni si occupa di politica: ha condotto, fra gli altri, il programma Testa a testa del canale Odeon; nel 2007 ha lavorato per RaiParlamento e nel 2008 ha condotto Buongiorno Regione. Tra le sue esperienze lavorative spiccano la collaborazione con Maurizio Costanzo, che ha affiiancato alla conduzione di S’è fatta notte nel 2016, e la trasmissione Cronache animali, che ha presentato dal 2012 al 2015. Da gennaio 2019 conduce l’edizione delle 8.30 del Tg2 e, da giugno, è passata su RaiUno a condurre La vita in diretta estate con Beppe Convertini. È sposata con l’imprenditore Francesco Borrelli.

 
 
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