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giovedì 02 dicembre 2021
 
suicidio
 

Lizzani e il dolore della vecchiaia

07/10/2013  Il suicidio è una morte che colpisce profondamente chi resta. Inaccettabile ai più. Dolorosissima se messa in atto da una persona giovane. Incredibile se la cerca un anziano dopo avere vissuto sino in fondo un'esistenza ricca di soddisfazioni e affetti.

Il nostro Paese, insieme al Giappone, ha l'aspettativa di vita più alta del mondo. La popolazione di anziani supera di gran lunga quella dei bambini, una situazioni insolita che andrebbe riequilibrata. Ma tutti i grandi vecchi, non ci stancheremo mai di dirlo, sono comunque una risorsa in ogni senso per le generazioni più giovani. Eppure dovremmo riflettere sul fatto che non sempre sono felici di avere raggiunto un traguardo che si dovrebbe invece invidiare e desiderare. Per questo il messaggio che lascia il gesto di Carlo Lizzani, uno dei nostri più grandi registi, è di grande sconforto perché sembra volere insinuare che la vita, ad un certo punto, può essere faticosa. Ma è difficile credere che chi tanto ha dato e tanto ha avuto dalla vita possa davvero scegliere lucidamente di morire perché ammalato di stanchezza e tristezza.

Eppure Lizzani. ha deciso di abbandonare la vita con un gesto spaventoso, volando giù dal suo appartamento a Roma e lasciando uno scarno biglietto d'addio «Stacco la chiave». Era davvero anziano ma si dice fosse ancora lucido e soprattutto non fosse malato e avesse dei progetti di lavoro. Era molto malata la moglie, che da anni soffriva di Alzheimer, e questo non è sicuramente un particolare. Ma non era solo, aveva una famiglia, dei figli e dei nipoti che lo amavano e aveva il riconoscimento del mondo culturale e politico che lo stimava e lo rispettava per il suo impegni e la sua carriera. Nessuno quindi si aspettava questa fine.

Il suicidio è una morte che colpisce profondamente chi resta. Inaccettabile ai più. Dolorosissima se messa in atto da una persona giovane. Incredibile se la cerca un anziano dopo avere vissuto sino in fondo un'esistenza ricca di soddisfazioni, avvenimenti e affetti. La domanda che ci si pone è quindi: «Ma come è possibile arrivare a destinazione dopo un lungo viaggio e poi decidere di abbandonare tutto...?
 

 
 
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