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lunedì 14 giugno 2021
 
ECONOMIA
 

Lo sviluppo raccontato da chi lo fa sul campo, sporcandosi le mani

14/10/2015  A Torino il Forum mondiale, con sindaci ed operatori da oltre 120 Paesi. La lettera del Papa, la partecipazione della Caritas a nome degli ultimi, l'intervento di Ban Ki-moon. Si discute di economia, ambiente, contrasto alla povertà, periferie e lavoro come opportunità di riscatto sociale. E' la terza edizione dopo Spagna (2011) e Brasile (2013).

A Torino per discutere di sviluppo “dal basso”. Dal 13 13 al 16 ottobre, il capoluogo subalpino ospita il Forum mondiale dello sviluppo economico locale: oltre 1.500 delegati provenienti da più di 120 Paesi si incontrano per affrontare temi cruciali come il rapporto tra economia e ambiente, il contrasto alla povertà, il ruolo delle periferie, il lavoro come opportunità di riscatto sociale. Molti i sindaci arrivati da tutto il mondo e le autorità internazionali, accanto a ministri ed alte cariche istituzionali del nostro Paese. E' previsto anche un intervento del segretario generale dell'Onu Ban Ki-moon.

L'appuntamento assume un significato particolare, in questo periodo denso di stimoli. Siamo alle battute finali di Expo Milano 2015, con le sue tante riflessioni sul futuro delle risorse alimentari (compresa qualche polemica circa l'effettiva sostenibilità dell'evento). Con la kermesse milanese il Forum di Torino intende intrecciare un dialogo diretto, dettato dalla prossimità geografica oltre che da quella dei contenuti. Non solo: lo sguardo della comunità internazionale è orientato verso Parigi, dove il 30 novembre si aprirà la Conferenza delle Nazioni Unite sul clima.

Il Segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon riceve papa Francesco nel quartier generale dell'Onu, a New York, il 25 settembre 2015. Foto Reuters.
Il Segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon riceve papa Francesco nel quartier generale dell'Onu, a New York, il 25 settembre 2015. Foto Reuters.

Ma il 2015 è anche l'anno dell'enciclica “Laudato sii” che il Santo Padre ha voluto dedicare ai temi ambientali, esplorando il rapporto tra custodia del creato e sviluppo umano.
Ai delegati riuniti a Torino Francesco ha voluto indirizzare una lettera.
«Le ricorrenti crisi mondiali» scrive il Santo Padre «hanno dimostrato come le decisioni economiche che, in genere, cercano di promuovere il progresso di tutti tramite la generazione di nuovi consumi e il permanente incremento del profitto siano insostenibili per lo stesso andamento dell’economia globale. Si deve anche aggiungere che esse sono di per sé immorali, dal momento che lasciano al margine ogni domanda su ciò che è giusto e ciò che davvero serve al bene comune». «Le discussioni politiche ed economiche pubbliche e private devono invece interrogarsi su come integrare i criteri etici nei sistemi e nelle decisioni», aggiunge il Pontefice ricordando due concetti chiave che gli sono cari: «il piccolo è bello, il piccolo è efficace».

L'incontro, che si articola in 25 laboratori, 26 tavoli di discussione e 3 assemblee plenarie, è promosso da Comune e Città Metropolitana di Torino, dall'Unione delle Città e dei Governi Locali, dall'Ilo (l'agenzia delle Nazioni Uniti che si occupa di lavoro) e dal programma Onu per lo Sviluppo, insieme con numerosi attori locali, europei ed extraeuropei. E' la terza volta che il Forum si riunisce: la tappa torinese si inserisce in un cammino iniziato nel 2011 in Spagna e proseguito nel 2013 in Brasile. L'edizione italiana prevede tre aree tematiche di confronto. Il primo filone riguarda l'innovazione al servizio della crescita, soprattutto per le aree geografiche più marginali ed escluse dai programmi di sviluppo tradizionali. Il secondo focus è dedicato al rapporto fra sviluppo locale e occupazione, nella ricerca di condizioni di lavoro eque e accettabili per le comunità. Infine la terza area tematica analizza il rapporto tra campagna e città e le dinamiche economiche ad esso sottese. Inoltre il forum riflette su come declinare a livello locale l'Agenda Post-2015, un programma di 17 obiettivi (alcuni ambiziosi al limite dell'utopia: il primo, ad esempio, recita “sradicare la povertà in tutte le sue forme e ovunque nel mondo”) recentemente adottato dalle Nazioni Unite e dedicato allo sviluppo sostenibile per i prossimi quindici anni. Partecipano al forum autorità locali, regionali e nazionali, esponenti del mondo accademico, di imprese e istituzioni impegnate a varie titolo nella promozione dello sviluppo locale.

Significativo il ruolo della Caritas, che interviene in quanto organismo pastorale presente in tutto il mondo. «Parteciperemo al Forum Mondiale» spiega la Caritas in una nota «per far sentire la voce dei poveri e l’urgenza delle persone che bussano alla nostra porta in tutto il mondo. Per l’anno giubilare della Misericordia Papa Francesco auspica che ogni comunità locale possa diventare Oasi di Misericordia; Caritas declina questo messaggio in un’accoglienza fattiva dei più poveri, in progetti di sviluppo sostenibile e in una cultura solidale che deve trovare riscontro tanto nell’economia quanto nella società».

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