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«Vi racconto la storia di mia zia, l’ostetrica che portò la luce nel lager»

27/01/2022  La straordinaria e drammatica vicenda di Stanislawa Leszczynska raccontata dalla nipote regista: «Ad Auschwitz le levatrici avevano l'ordine di uccidere i neonati. Lei si oppose con coraggio e convinse i nazisti a cambiare politica, diventando “mamma” di 3 mila bimbi»

Nel cerchio: l'ostetrica Stanislawa Leszczynskadi
Nel cerchio: l'ostetrica Stanislawa Leszczynskadi

di Wlodzimierz Redziorch

Nel mondo si conosce bene il giorno della liberazione del campo di concentramento tedesco di Auschwitz: il 27 gennaio. Quel giorno viene ricordato lo sterminio del popolo ebraico. Ma pochi conoscono la data dell’inizio di funzionamento di tale campo, il 14 giugno, che in Polonia si celebra ostetrica dalla città di Lodz, con sua figlia. Stanislawa fu la moglie del tipografo Bronisław Leszczynski e madre di quattro figli. La donna dal 1922 lavorava come ostetrica, perché amava i bambini e far nascere la vita divenne per lei una missione. Ma la tranquilla vita di Stanislawa e della sua famiglia fu sconvolta dopo l’invasione della Polonia da parte delle truppe tedesche nel settembre del 1939. Stanislawa con la figlia venne rinchiusa nel campo di concentramento di Auschwitz. La sua vita al campo della morte è qualcosa di straordinario e incredibile. Recentemente questa storia drammatica è stata ricordata con un film prodotto dalla nipote della Leszczynska, Maria Stachurska, regista polacca.

Come mai una tranquilla ostetrica di Lodz divenne prigioniera del campo di concentramento di Auschwitz?

«Durante l’occupazione tedesca della Polonia il marito e i figli di Stanislawa entrarono nell’organizzazione clandestina. Il marito lavorava come tipografo e i figli come tramvieri. Nella tipografia si stampavano i documenti e il materiale per le strutture clandestine polacche e anche per gli ebrei del ghetto di Lodz. I tram passavano vicino al ghetto e i figli di Stanislawa riuscivano a passare all’interno sia gli aiuti sia i documenti falsi per gli ebrei. Furono scoperti nel febbraio 1943 e la Gestapo organizzò un blitz: Stanislawa fu arrestata insieme a Sylwia, Stanislaw ed Henryk, mentre il marito e il figlio Bronisław sfuggirono alla cattura. Stanislawa e Sylwia furono portate nel campo di concentramento di Auschwitz il 17 aprile 1943, mentre Stanislaw ed Henryk furono rinchiusi nel campo di concentramento di Mauthausen».

Cosa succedeva ad Auschwitz?

«Per essere precisi, Stanislawa venne rinchiusa nel campo di concentramento di Birkenau, che si trova vicino ad Auschwitz, e ricevette il numero 41335. A un certo punto apprese che si era ammalata l’ostetrica del campo, Klara, una vera infanticida. Tra le prigioniere c’erano tante madri in attesa e i tedeschi avevano dato l’ordine di sopprimere ogni neonato. “L’ostetrica” tedesca uccideva i neonati in modo terribile: subito dopo il parto i bimbi venivano affogati in un barile e dopo, sotto lo sguardo delle madri, gettati in pasto ai topi».

In che modo Stanislawa riuscì a sostituire l’ostetrica assassina?
«Nel maggio 1943, quando si ammalò Klara, Stanislawa fermò il medico del campo mostrandogli certificato di ostetrica che teneva nascosto. Il medico, sorpreso e stupito, la mandò nella “baracca parto” dove l’ostetrica doveva uccidere tutti i bambini appena nati e scrivere un certificato: “Nato morto”. Stanislawa mostrò un grandissimo coraggio e disse ai tedeschi: “Non si devono uccidere i bambini!”. E faceva nascere i bimbi in queste terribili condizioni sanitarie: in totale fece nascere tremila bambini».

Come fu la sorte dei bambini nati nei campi di concentramento?

«All’inizio i tedeschi facevano eliminare tutti i neonati, però poi cambiarono politica: decisero che si potevano salvare i bambini con i tratti ariani (non quelli ebraici o rom), che venivano affidati alle famiglie tedesche. Purtroppo, prima della liberazione del campo di concentramento, il 27 gennaio 1945, i tedeschi organizzarono la cosiddetta “marcia della morte”, cioè spedirono le donne con i bambini al gelo tra i campi innevati: tantissime morirono con i loro figli. Stanislawa rimase nel campo perché non voleva lasciare sole le donne che avevano appena partorito. E lì visse la liberazione di Auschwitz».

Si sa quanti bambini assistiti da Leszczynska sono sopravvissuti?

«Tutti i “suoi” bambini nacquero vivi ma, purtroppo, soltanto una trentina sono sopravvissuti».

 

 

La pellicola in Italia

TANTE TESTIMONIANZE E LA SUA STESSA VOCE

Il film L’ostetrica di Maria Stachurska dedicato alla zia è costruito su molte testimonianze e si struttura come un docu-drama. A dare il volto alla protagonista è l’attrice Elżbieta Wiatrowska. Con una grande sorpresa nel finale: la testimonianza della stessa Leszczynska. Il film verrà presentato a Roma all’Istituto Polacco, con la partecipazione della regista, il primo febbraio nell’ambito delle celebrazioni del Giorno della memoria. Di recente è stato proiettato all’International Catholic Film Festival “Mirabile Dictu” che si svolge sotto il patronato del Pontificio Consiglio della Cultura. La speranza è che sia l’inizio di una diffusione più ampia che permetta alla pellicola di arrivare nelle sale cinematografiche.

 

 

 

 

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