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domenica 07 agosto 2022
 
 

lou reed, una vita in cerca del giorno perfetto

28/10/2013  La scomparsa del poeta e musicista di Brooklyn. Dopo anni di eccessi, aveva raggiunto l'equilibrio accanto a un'altra grande artista, Laurie Anderson. Ci lascia un grande patrimonio di canzoni crude e appassionate, da quelle scritte con i Velvet Underground a quelle della sua lunga carriera solista.

E così ci ha lasciati pure Lou Reed, un altro degli eroi di quella  stagione durata dagli anni '60 alla fine del decennio successivo in cui il rock ha raggiunto vette di espressività difficilmente ripetibili. Aveva debuttato nel 1967, lo stesso anno di un altro "poeta maledetto": Jim Morrison. Lou, con i suoi Velvet Underground prodotti da Andy Warhol, e Jim con i suoi Doors, avevano dato uno schiaffo al conformismo con i loro testi che nei decenni successivi milioni di ragazzi in tutto il mondo avrebbero continuato a copiare nei loro diari. Dopo quel folgorante esordio, e un'esistenza segnata da ogni genere di trasgressione, il destino li separò presto. Morrison morì quattro anni dopo, a soli 27 anni. Se fosse sopravvissuto, oggi dunque ne avrebbe 70.

Reed è stato fortunato: se n'è andato a 71 e  fino ai 50 droghe e alcol sono state sue inseparabili compagne di vita. E' stato quindi fortunato, perché ha avuto il tempo di abbandonare quella vita di eccessi e di trasformarsi anzi,  com'è capitato ad altri eroi di quel periodo come Mick Jagger e David Bowie, in un rigoroso salutista. Non solo: lui che a 14 anni aveva subito un elettroshock per "curare" la sua bisessualità, e che era diventato un alfiere della trasgressione, aveva trovato la felicità accanto a una compagna, Laurie Anderson, anche lei poeta e musicista che ha sposato nel 2008 e che gli è stata accanto fino alla fine. Su questa trasformazione, l'autore di "Trasformers", scherzava ma non troppo: "Se la gente sapesse quanto sono normale, non comprerebbe mai i miei dischi".

In realtà, anche nei suoi anni più bui, nelle canzoni di Lou non c'è mai stato un grammo di calcolo o di autocompiacimento. Basta ascoltare "Heroin", la più lucida descrizione degli abissi di disperazione in cui può piombare un tossicodipendente, per rendersende conto. Ma Reed non è stato solo il cantore dei disadattati, degli emarginati, degli infelici. E la sua chitarra non è sempre stata ruvida. Basta ascoltare gioielli di romanticismo come "Perfect day" e anche chi non sopporta il rock non potrà non sciogliersi di fronte all'immenso talento del grande Lou Reed.

Qui sotto, il video di "Perfect Day":

 
 
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