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mercoledì 01 dicembre 2021
 
diritto e bandiere
 

Ma anche in Italia è reato strappare il Tricolore

13/01/2017  Condannati per aver strappato bandiere locali in Thailandia, due turisti italiani si sono giustificati dicendo: "Da noi non è così importante". Peccato che la legge italiana la veda diversamente.

La storia è ormai nota: due turisti altoatesini, 18 e 20 anni, in vacanza in Thailandia, dopo una bella sbronza, hanno “giocato” a strappare quattro bandiere thailandesi. Non una gran furbata in un Paese che alla bandiera tiene molto e che insegna il nazionalismo a scuola fin dalle prime classi. Hanno anche rischiato di pagarla cara, dato che c’era un video a incastrarli. Processati per direttissima sono stati condannati a 7 mesi con la condizionale. Ciò significa che se la sono cavata pagando una sanzione da 106 euro e sono in attesa di espulsione dopo una notte in gattabuia. Non avevano idea delle leggi tailandesi, e passi, anche se come giustificazione non ha funzionato. Si sono scusati e questo ha reso certo più mite la loro pena che avrebbe potuto arrivare a due anni (e a quel punto laggiù addio sospensione condizionale). Ma uno dei due si è giustificato dicendo: “Da noi la bandiera non è così importante”, cosa che ha suscitato l’indignazione del web ma che ha soprattutto rivelato che i due conoscono le leggi italiane tanto quanto quelle tailandesi. Al netto del rischio che ci riprovino a casa o che altri, fidandosi della cultura giuridica dell’avventato turista, ripetano la bravata sicuri di passare inosservati, sarà il caso di ricordare che – giusto o sbagliato che sia - anche in Italia strappare un tricolore è reato. Tutelata dall’art. 12 della Costituzione la bandiera è protetta dall’articolo 292 del Codice penale, secondo cui “Chiunque vilipende con espressioni ingiuriose la bandiera nazionale o un altro emblema dello Stato è punito con la multa da euro 1.000 a euro 5.000. La pena è aumentata da euro 5.000 a euro 10.000 nel caso in cui il medesimo fatto sia commesso in occasione di una pubblica ricorrenza o di una cerimonia ufficiale. Chiunque pubblicamente e intenzionalmente distrugge, disperde, deteriora, rende inservibile o imbratta la bandiera nazionale o un altro emblema dello Stato è punito con la reclusione fino a due anni. Agli effetti della legge penale per bandiera nazionale si intende la bandiera ufficiale dello Stato e ogni altra bandiera portante i colori nazionali”. Ad aggravare l’asineria ci s’è messa pure la beffa delle coincidenze: caso ha voluto infatti che i due abbiano compiuto la loro performance tailandese proprio il 7 gennaio, giorno in cui il Presidente Sergio Mattarella celebrava a Reggio Emilia il 220° compleanno del Tricolore. Giustappunto perché qui non è importante.

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