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Ma il Muro cadde anche su di noi

08/11/2014  La giornata del 9 novembre 1989 segnò la fine del sistema comunista ma spalancò le porte a una serie di cambiamenti che hanno investito anche l'Occidente. Perché il Muro di Berlino...

I tedeschi dell'Est attraversano il Muro di Berlino il 9 novembre 1989 (Reuters).
I tedeschi dell'Est attraversano il Muro di Berlino il 9 novembre 1989 (Reuters).

Il Muro di Berlino sorse con clamore il 13 agosto del 1961 e fu abbattuto con altrettanto clamore il 9 novembre 1989. Restò quindi in piedi in tutto per 28 anni, mentre ora già celebriamo i primi 25 anni della sua scomparsa. E questa è proprio la prima riflessione che dovremmo fare: la Storia, che secondo alcuni era addirittura finita nel 1989, continua inesorabile a marciare e a sfidare le nostre convinzioni. E infatti ecco quel che succede: dove c'era Michail Gorbaciov ora c'è Putin e dove c'era George Bush senior ora c'è Obama, ma di nuovo si parla di guerra fredda e di braccio di ferro tra Mosca e Washington, quasi come se ne parlava prima che il Muro andasse giù.

C'è una ragione, per tutto questo. Il Muro non andò giù da solo. Portò con sé l'intero sistema comunista (nelle settimane successive toccò alla Romania e alla Cecoslovacchia, oltre che naturalmente alla Germania Est, e pochi mesi dopo alla stessa Urss) e, con il fragore del proprio crollo, nascose alla nostra attenzione alcune "cose" che negli anni sono cresciute a dismisura: chi ricorda che proprio in quei giorni ci furono disordini a Hong Kong, o che in Italia venne approvato il decreto Martelli per regolare l'immigrazione?

In Italia, ancora, la caduta del Muro portò con sé la fine dei partiti tradizionali, Tangentopoli e persino Berlusconi, che può dirsi politicamente figlio di quelle macerie berlinesi. Questo per dire, con un esempio "nostro", che tutti quei mattoni, che nell'estate del 1961 non c'erano perché le autorità della Germania Est, pur di bloccare in fretta il transito verso Ovest, si erano accontentate del buon vecchio filo spinato, nel novembre di 25 anni fa seppellivano il comunismo (l'Est, come si diceva allora) ma cambiavano per sempre anche noi (l'Ovest). 

Non a caso l'Occidente in questo quarto di secolo si è velocemente proiettato a Oriente (le basi Nato sono ormai a 120 chilometri da San Pietroburgo, l'Unione Europa si è insediata sul Baltico e da pochi mesi anche l'Ucraina si è aggregata), ma solo per scoprire che intanto l'Oriente faceva la stessa cosa verso Occidente: la Cina detiene il 21% del debito pubblico degli Usa, gli industriali russi comprano fior di aziende in Europa e a un certo punto la Francia si è messa pure a tremare per paura di essere invasa non dall'Armata Rossa ma dagli idraulici polacchi. E la Germania, che ci commosse tutti al momento della riunificazione (già evidente, anche se non ancora ufficiale, quando la gente dell'Est cominciò a riversarsi a Ovest attraverso i primi varchi nel Muro), oggi ci preoccupa perché è tornata a essere una potenza e a comportarsi come tale.

Buttare giù il Muro, insomma, è stato come spalancare una grande porta da cui poi è entrato un po' di tutto. Sarebbe bello poter chiedere ai vari Mitterrand, Bush, Thatcher, Kohl e Gorbaciov se era questo il futuro che il 9 novembre 1989 avevano immaginato. O forse no. Meglio lasciarli riposare e invecchiare in pace.







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