logo san paolo
lunedì 24 gennaio 2022
 
 

Made in Italy campione d'Europa

08/09/2011  Secondo gli ultimi dati Istat, il nostro Paese è quello che riceve più riconoscimenti per le eccellenze prodotte in campo alimentare

Crescono le eccellenze del made in Italy della tavola e anche nel 2010 l'Italia conferma la leasership in Europa. Lo scorso anno, infatti, il nostro Paese è stato il primo a livello europeo per numero di riconoscimenti da parte della Ue, con 219 prodotti Dop, Igp e Stg (25 in più rispetto al 2009). Lo ha fatto sapere l'Istat nel rapporto «I prodotti agroalimentari di qualità Dop, Igp e Stg» diffuso oggi.

I comparti più rappresentativi sono sono ortofrutticoli e cereali (84 prodotti), olii extravergine di oliva, formaggi (entrambi 40) e le preparazioni di carni (33). Le carni fresche e gli altri settori comprendono, rispettivamente, 3 e 19 specialità.

Anche gli operatori sono in crescita: nel 2010 hanno raggiunto quota 84.587, il 3 per cento in più rispetto al 2009. Di questi, il 92,2 per cento svolge esclusivamente attività di produzione, il 6 per cento solo trasformazione e il restante 1,8 per cento effettua entrambe le attività.

Nel dettaglio, lo scorso anno sono entrati nel sistema delle certificazioni 10.240 nuovi operatori (9.374 produttori e 1.197 trasformatori), che compensano l'uscita di 7.773 operatori (7.265 produttori e 688 trasformatori).

I produttori (79.536 unità, +2,7 per cento rispetto al 2009) sono concentrati soprattutto nei settori dei formaggi (32.432), degli olii extravergine di oliva (19.891) e degli ortofrutticoli e cereali (16.499). I trasformatori (6.574 unità, +8,4 per cento) sono presenti prevalentemente nella lavorazione dei formaggi (1.699), degli olii extravergine di oliva (1.641) e delle carni fresche (949).

Tre regioni su tutte. Per quanto riguarda le aziende agricole, il 52,2 per cento è localizzato in sole tre regioni: Sardegna, Toscana e Trentino-Alto Adige. Le produzioni di qualità sono più diffuse nelle aree collinari e montane del Paese, con il 46,5% dei produttori in collina e il 27,7 in montagna. A livello territoriale si registra un progressivo rafforzamento dei prodotti di qualità nelle regioni meridionali.

 
 
Pubblicità
Edicola San Paolo