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venerdì 27 maggio 2022
 
 

Mal di testa dei bambini, no al "fai da te"

03/03/2014  L'emicrania è la malattia neurologica genetica più diffusa tra i piccoli, ma se l'automedicazione è sconsigliabile nell'adulto, può essere addirittura pericolosa nel bambino. I consigli del Centro Cefalee dell'Ospedale Bambino Gesù di Roma.

Il mal di testa è molto frequente anche fra i bambini e, stando all’ultima ricerca del Centro Cefalee dell'Ospedale Bambino Gesù di Roma, viene curato male e impropriamente.

L'emicrania, dicono le statistiche, è la malattia neurologica genetica più diffusa tra i piccoli e in Italia colpisce circa 10 bambini su 100. In età scolare, però, la frequenza cresce e circa il 25% riferisce di avere avuto almeno un episodio di mal di testa nel corso dell'anno. Soprattutto durante l’adolescenza, il disturbo tende a cronicizzare ed è palese il legame con l’abuso di antidolorifici. Spiega Massimiliano Valeriani, responsabile del Centro Cefalee del Bambino Gesù:  «In caso di cefalee ricorrenti, la prima cosa da fare è rivolgersi al pediatra di famiglia per provare a capire se il mal di testa è espressione di emicrania, ed è così nel 60% dei casi, opppure sintomo di altre malattie come le infezioni delle vie aeree o di patologie cerebrali potenzialmente serie. Il secondo passo è contattare un centro specializzato».

No al fai da te, dunque: se l'automedicazione è sconsigliabile nell'adulto, può essere addirittura pericolosa nel bambino. Le oltre 15 dosi al mese di antidolorifici che gli adolescenti in media prendono quando soffrono di mal di testa frequente, portano, infatti, alla cronicizzazione del disturbo.

«Questo trend in crescita - prosegue Valeriani - è dovuto ad un utilizzo improprio dell'antidolorifico come "cura", favorito anche dalla tendenza delle famiglie all'autoprescrizione e all'autogestione dei farmaci. Deve essere, in realtà, il pediatra o il Centro Cefalee a cui ci si è rivolti a dare delle indicazioni precise sugli antidolorifici da usare. Se poi la frequenza degli attacchi emicranici diventa troppo elevata, esistono farmaci "curativi" che non sono di per sé antidolorifici ma che agiscono sulle cause migliorando la situazione».

Se il mal di testa, dunque, aumenta di frequenza e diventa per il ragazzo sempre più invalidante, con perdita, ad esempio, di giorni di scuola e rallentamento delle attività, è obbligatorio rivolgersi ad un buon Centro Cefalee. Quello dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù - IRCCS di Roma prende in carico il piccolo paziente con un team multidisciplinare, dal neuro-pediatra allo psicologo esperto in cefalee, allo scopo di stabilire da quale tipo di mal di testa è affetto e quali ne siano le cause.
Fortunatamente, solo nel 20% dei casi si rendono necessari ulteriori accertamenti tramite esami strumentali e la terapia prescritta può essere sia di tipo farmacologico che non.

Ad esempio, la componente psicologica ha un ruolo determinante nella manifestazione delle cefalee nei bambini ed un trattamento su questo livello è, in qualche caso, determinante.
Più difficile diagnosticare il disturbo al di sotto dell'anno di età, quando il bambino esprime che qualcosa non va solo con pianti e capricci. Non sottovalutare però alcun segnale, raccomandano i pediatri, soprattutto quando uno dei due genitori soffre di emicrania.

Ricordarsi, infine, che esistono cure adeguate in grado di risolvere il problema nella maggior parte dei casi: la cosiddetta “terapia di attacco”che consiste nel ridurre il dolore provato dal bambino anche con mezzi farmacologici, e quella “di profilassi” per evitare il ripetersi degli episodi, altamente personalizzata su ogni piccolo paziente.

 
 
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