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sabato 25 giugno 2022
 
 

Ma queste mamme vi sembrano vere?

20/09/2013  La fiction "Una mamma imperfetta", approdata dal "Corriere" a Rai 2, fa sorridere, certo. Ma le figure di mamma che presenta sembrano persino troppo felici della loro imperfezione e non danno voce alle ansie e alle fatiche quotidiane delle famiglie reali.

Dal sito del Corriere la Mamma imperfetta di Ivan Cotroneo è approdata alla prima serata di Rai 2. Aumentano ogni giorno dunque le già numerose entusiaste di riconoscersi nelle donne alle prese con famiglia e lavoro, che sanno di avere limiti e persino li accettano. Il filone – rassicurante del ruolo del genitore, soprattutto femminile, e attento a evitare qualunque colpevolizzazione – dopo anni e anni di psicologia battente su tutti i possibili, e probabili, errori dei genitori di sicuro impatto devastante sui figli – è cresciuto da tempo, nella saggistica di genere e anche nella narrativa, arricchita da decine di titoli di mamme imbranate e pasticcione felici di esserlo, per non dire della produzione cinematografica.

Ma in questo caso il mezzo scelto e la brevità degli episodi giovano alla godibilità, favorita dalla simpatica ironia e dai piccoli sketch ritrovabili nella vita quotidiana di molti, e soprattutto molte. Sorride, si sorride. Ma da qui a riconoscere le proprie ansie e fatiche familiari non solo di conciliazione con un lavoro, che spesso non c’è, ma anche di educazione dei figli, il passo non è breve. Anche perché l’ambiente (Roma? Ma potrebbe essere anche Milano) ricorda molto la grande città e anche certi ambienti meno popolari, in cui i problemi grossi non si vedono.

Ma, al di à della scelta stilistica della location, anche i discorsi non di rado evocano salotti dove tutto è “normale e moderno”, anche ricorrere alle meraviglie della procreazione assistita e avere due mamme… Il modello irriso è quello della nutrice tigre che impone regole rigidissime e quello della mamma perfetta che fa di tutto per essere amata da tutti, mentre una delle simpatiche amiche continua a dichiarare che tutto è una rottura, marito in primis e figli compresi…

Nella seconda serie dovrebbero emergere di più i padri. Speriamo che in questo modo emerga anche qualche coppia in cui si veda anche qualche bella alleanza maschio femmina, magari faticosa, ma con l’obiettivo di migliorarsi ogni giorno come educatori di essere umani, senza angosce e sensi di colpa, ma anche senza facili assoluzioni in nome del tutto va bene, basta che ti senti bene tu. Con la consapevolezza che la differenza di ruoli, attitudini e talenti, lungi da essere un appiattimento, è una ricchezza che fa vivere. Non solo i figli.

 
 
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