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domenica 19 maggio 2024
 
Musica sacra
 

La storia di Gesù in 28 (splendide) melodie

12/01/2015  Il musicista Alessandro Marangoni ha riscoperto "Evangélion", una sorta di presepe in musica composto da Mario Castelnuovo-Tedesco ispirato dai luoghi di San Francesco. Una perla per gli appassionati del repertorio sacro.

Sopra e in alto: Alessandro Marangoni.
Sopra e in alto: Alessandro Marangoni.

Mario Castelnuovo-Tedesco (1854 – 1893) è stato un grande compositore, noto soprattutto per le sue pagine per chitarra: da giovane si definiva “un ebreo che frequenta più la chiesa della sinagoga”. E questa sua ammissione sarebbe soltanto aneddotica, se il pianista Alessandro Marangoni non si fosse “imbattuto in una lettera nella quale Castelnuovo-Tedesco parlava di una composizione abbastanza misteriosa, sin dal titolo”, che lo ha incuriosito molto.

Frutto della ricerca di Marangoni (da sempre impegnato nella riscoperta e registrazione di tanti capolavori del passato o nell’integrale di opere come le composizioni pianistiche di Rossini o Gradus ad Parnassum di Clementi) è una registrazione della Naxos dal titolo emblematico: Evangélion. Di che si tratta? “Tornando dall’America Castelnuovo-Tedesco si è fermato nei luoghi di San Francesco e lì ha maturato il progetto di un ciclo formato da 28 episodi”.

I 28 episodi sono una sorta di presepe in musica, un percorso che accompagna Gesù dalla culla alla Passione. Musicalmente Evangélion è estremamente interessante e vario: “Sì, c’è di tutto, in alcuni numeri si sentono addirittura echi holiwoodiani, ed ogni pagina sembra diversa dalle altre, ma c’è una sorta di progressione stilistica che a parer mio è voluta: si passa dal semplice al complesso, come se, ripercorrendo la storia di Gesù, l’autore volesse rappresentare questo arco dall’infanzia alla Passione. Anche con un intento didattico, perché Castelnuovo-Tedesco lo ha pensato come un ciclo adatto ai bambini. Ogni episodio è descritto in modo molto dettagliato: i pezzi sono tendenzialmente brevi, con momenti di grande lirismo. Castelnuovo del resto era un mago della melodia: ed in alcuni casi, come nella danza di Salomè, utilizza melodie ebraiche della tradizione. Egli voleva che venisse rappresentato, con una voce e la musica: e stiamo pensando di farlo in primavera”.

Evangélion, “che sulla prima pagina dello spartito è intitolato in alfabeto greco” godeva dell’ammirazione di Nino Rota: “sosteneva che si trattava del capolavoro di Castelnuovo-Tedesco”, ricorda Marangoni. Ma il valore aggiunto di questa composizione che stupisce per bellezza, ingenuità, delicatezza ed originalità è, come sottolinea il pianista “il mettere in relazione due religioni, due fedi”: in una parola, la sua grande attualità.

 
 
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