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lunedì 03 agosto 2020
 
 

Maratea, l'abbraccio con Rio

27/07/2013  Mentre in Brasile i giovani si preparano alla veglia con papa Francesco, Maratea ha accolto i ragazzi di tutta la regione e di altre parti d'Italia per la Gmg regionale dei lucani. All'ombra del Cristo Redentore, il secondo nel mondo dopo quello sul monte Corcovado a Rio de Janeiro.

Le braccia spalancate del Cristo Redentore, che domina maestoso dalla cima del monte San Biagio, aspettano di accogliere i giovani in cammino. Cinquant'anni fa, lo scultore Bruno Innocenti, che realizzò questa scultura monumentale di fronte alla chiesa intitolata a San Biagio, volle scolpire Gesù con il volto di un ragazzo. Una rappresentazione molto particolare, diversa dall'iconografia più popolare. Dalla statua la vista si perde sullo splendore della costa frastagliata, in questo periodo dell'anno affollata di turisti. Non è Rio de Janeiro. Ma forse, idealmente, non siamo neppure troppo lontani. Siamo a Maratea, in provincia di Potenza, perla del brevissimo tratto di litorale tirrenico della Basilicata.

Il Cristo Redentore della cittadina lucana è il secondo nel mondo per grandezza dopo quello sul monte Corcovado a Rio. Un'unione, un forte legame simbolico fra le due città. In questo fine settimana ancora più strettamente unite dalla Giornata mondiale della gioventù. Mentre a Rio i giovani di tutto il mondo incontrano papa Francesco, Maratea ha accolto i giovani di tutta la regione e di altre parti d'Italia per celebrare in contemporanea la Gmg regionale dei lucani, organizzata dalla Conferenza episcopale lucana e dalla Pastorale giovanile regionale. "Sono arrivati fra i duemila e i tremila ragazzi", dice Vincenzo Giammarino, 33enne segretario regionale della Pastorale giovanile, proveniente dalla diocesi di Melfi. "Oltre ai lucani, ci sono gruppi dalle regioni vicine, Calabria, Campania, Puglia, e poi anche da Roma, Milano e Trento. E poi sicuramente i tanti turisti presenti nella zona. Ci hanno riferito che partecipa anche un gruppo di russi in vacanza qui”.

Mimma, 24 enne di Maratea, ha chiuso da poco il negozio di abbigliamento in centro storico dove lavora part-time (“in realtà sono stilista, disegno abiti da sposa, ma ora non c'è lavoro”), è corsa a casa, si è vestita con abiti comodi e ha preso servizio come volontaria della Gmg. Ha il sorriso solare e l'entusiasmo le si legge sul viso. “Per me è un'esperienza straordinaria”, commenta. “Sono cresciuta nell'ambito della chiesa, frequento l'Azione cattolica, suono l'organo e dirigo il coro della Basilica di San Biagio. Io non sono mai stata agli Incontri mondiali della gioventù e questa è una grande occasione di condivisione”.

L'appuntamento per tutti è in piazza Europa, nel centro storico del paese. Il caldo torrido, quasi soffocante non spaventa i giovani partecipanti. Sul prato del piazzale si canta, si balla al ritmo della musica rock, alcuni giocano a pallone. Si ascoltano le testimonianze di fede. E soprattutto ci si raccoglie in preghiera di fronte alla Croce. Davanti al palco allestito nel piazzale, fra i ragazzi, c'è monsignor Agostino Superbo, arcivescovo di Potenza e presidente della Conferenza episcopale lucana. “Ad ogni Gmg qui in Basilicata organizziamo un incontro in contemporanea per coloro che non sono potuti partire”, osserva l'arcivescovo.

“Due anni fa, è stata la volta della diocesi di Melfi. Ma quest'anno abbiamo avuto una presenza di ragazzi molto più vasta ed entusiasta. Ogni volta la Gmg è un po' una sorpresa”. E aggiunge: “Il 18 gennaio scorso, quando con i vescovi lucani siamo stati al Vaticano per incontrare Benedetto XVI, il Papa ha sorriso ed è stato molto felice di sapere che la Gmg regionale si sarebbe svolta a Maratea. Ovviamente, la scelta di questa cittadina è stata determinata dal Cristo Redentore che accomuna Maratea a Rio”. Da piazza Europa, al tramonto si parte per la marcia a piedi fino alla statua del Cristo, percorrendo i sentieri del monte San Biagio.

La strada è buia, si cammina nell'oscurità rischiarata soltanto dalle pile che, prudentemente, parecchi ragazzi hanno portato con sé. Lungo il tragitto si canta, si intonano cori e canzoni di chiesa, si ride, si procede a passo spedito, nonostante la mancanza di luce. La meta è il vasto piazzale poco distante dal monumento, dove sono stati allestiti il palcoscenico e il maxischermo. I ragazzi si sistemano sui materassini e i sacchi a pelo, si preparano per la lunga notte di veglia, in comunione con i giovani di Rio, ma anche con quelli che, contemporaneamente, sono radunati a Caravaggio e a Chioggia per le altre Gmg regionali. Si attende il momento culminante del raduno, il collegamento con il grande incontro di Copacabana. E ai piedi delle due statue di Cristo Redentore, Maratea e Rio si stringeranno in un intenso, straordinario abbraccio spirituale.

 
 
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