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mercoledì 19 gennaio 2022
 
 

Marazziti: "Cambio di passo o il Mediterraneo sarà un cimitero"

01/10/2014  Secondo il Presidente del Comitato per i Diritti Umani della Camera serve una vera presa in carico da parte dell'Europa. In concreto: Agenzia Europea per l’immigrazione e domanda di asilo nei Paesi di transito.

Ad un anno dal naufragio di Lampedusa, Mario Marazziti (Democrazia Solidale) Presidente del Comitato permanente per i Diritti Umani della Camera ha reso note alcune proposte per affrontare il fenomeno dell’immigrazione e dell’asilo per quanti sfuggono dalle guerre e ridurre il numero delle vittime nel Mediterraneo. Già 25 mila in venti anni e oltre duemila nell'ultimo anno, 600 solo nell'ottobre 2013, la maggior parte eritrei e siriani. "Non c'è futuro per l'Europa se si ripiega su se stessa e se perde il motivo su cui è nata, quello di essere una democrazia inclusiva"

Sia Marazziti che il deputato Pd Khalid Chaouki, prima di presentare le proposte, hanno ribadito con fermezza, assieme agli esponenti dell’ACHNUR, della Comunità di Sant’Egidio e del CIR che “l’operazione “Mare Nostrum” è la più grande operazione umanitaria in epoca contemporanea e va riconosciuto come l'Italia, pure in difficoltà, ha permesso all'Europa una risposta che ha salvato un grande numero di vite umane. Da sola ha salvato in un anno 140.000 persone dal naufragio. Solo tra gennaio e settembre 2014 sono state tratte in salvo 82.000 donne, uomini, bambini, come ha ricordato Matteo Renzi all'ONU. "ma occorre un cambio di passo e una decisione per azioni innovative, per evitare che il Mediterraneo dia un cimitero". "Non si tratta di una emergenza, anche se i numeri sono da emergenza". "E’ un fenomeno strutturale a cui l'Europa deve rispondere in maniera strutturale. Le cause sono le guerre e le gravi violazioni dei diritti umani in Medio Oriente e nel bacino Mediterraneo. E' in corso un cambiamento epocale con minoranze violente come l'IS che stanno riscrivendo col terrore i confini della Prima guerra mondiale. La sola guerra in Siria ha prodotto 3 milioni di profughi esterni nei paesi vicini. Come se in Italia fossero arrivati venti milioni di profughi in tre anni, fatte le proporzioni".

Le proposte

  

 

  • Rendere possibile la presentazione della Domanda di protezione e di asilo prima di affrontare il Mediterraneo, nei paesi di transito. Questa misura faciliterebbe la fine dello sfruttamento dei trafficanti di vite umane, nei confronti di chi fugge dalla guerra. Si possono verificare le domande prima della partenza. Il 70 per cento è di persone che provengono da Eritrea, Siria, Mali, Nigeria, e paesi in crisi di sicurezza e violazioni di diritti umani. E' attesa l'onda di chi fugge ora dall'Iraq del Nord. Occorre pensare a Lampedusa e alla Sicilia come alla Porta dell'Europa e alla riva a Sud del Mediterraneo come a una linea di confine con una zona ad alta intensità' di guerra. Si tenga conto che già esiste il permesso di soggiorno per motivi umanitari come misura che ogni paese europeo può' già' metter in atto.

 

  • Attivazione di una Agenzia Europea per l’immigrazione che operi sull’altra sponda del Mediterraneo per gestire non solo l'emergenza ma l'intero problema.

 

  • Creazione di un Campo di Accoglienza Europea per l’Immigrazione, in Sicilia, per analizzare le domande di asilo e una condivisione degli accoglimenti. Molti siriani e altri profughi cercano di ricongiungersi con le famiglie nel Nord Europa ma non possono per la convenzione di Dublino. In questo modo diventa possibile.

 

  • Creare in nord Africa uno spazio utile come postazione per aiutare chi fugge: transiti dalla Libia alla Tunisia con garanzie al governo tunisino per il trasferimento in Europa. Quando sarà' possibile una zona sotto controllo ONU in Libia.

Daniela Pompei, per la Comunità di Sant’Egidio ha ricordato che “già sin d’ora, a norma vigente, si possono concedere i visti umanitari e che non è stata mai applicata la norma che rende possibile il Rilascio Europeo” Christopher Hein del CIR ha sostenuto la necessità di continuare l'operazione Mare Nostrum, assieme a Beat Schuler dell'UNHCR, e di misure urgenti: "dopo la strage di Lampedusa molta retorica ma nessun atto concreto dall'Europa ancora".

 
 
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