logo san paolo
domenica 17 ottobre 2021
 
 

Meglio stare in santa pace.

09/07/2013  I compiti fatti d’estate lasciano il tempo che trovano. Tra l'altro i genitori, che hanno il dovere di stare vicino ai figli, sono i primi ad essere infastiditi dai troppi compiti. Meglio sarebbe d’estate fare qualche lavoretto manuale.

«I compiti fatti d’estate lasciano il tempo che trovano». A dirlo un maestro d’eccezione, Marcello D’Orta, autore del libro da milioni di copie Io speriamo che me la cavo e, tra gli altri, del più recente volume Aboliamo la scuola, Giunti editore. «Qualche tempo fa i compiti dati a casa corrispondevano a una logica precisa: quella di non far allentare la tensione data dalla scuola, perché si rischiava di tornare a settembre avendo dimenticato quasi tutto. Adesso le cose cono cambiate, nonostante molti docenti continuino ad assegnare i compiti i ragazzi non studiano, al massimo danno qualche sbirciatina qua e là».

E, a conferma della sua tesi, ricorda l’esistenza di una circolare ministeriale, quella del 20 settembre 1971, che recita: «È stata più volte ribadita in numerose ordinanze, disposizioni, circolari, l'inopportunità di svolgere interrogazioni nei giorni immediatamente successivi ai periodi di festività o di vacanza, o di esigere, dopo tali scadenze, la presentazione di compiti o elaborati. […] si richiama al rispetto di tali disposizioni, anche perché risulta che esse non sempre sono state osservate». Quindi, assegnare i compiti sarebbe anche contravvenire a una disposizione ministeriale.

Cosa fare dunque d’estate? «Meglio stare in santa pace. I genitori, che hanno il dovere di stare vicino ai figli, sono i primi ad essere infastiditi dai troppi compiti, si veda il recente caso francese. Si può invece far leggere ai ragazzi qualcosa scelto da loro, accompagnarli a vedere mostre d’arte, farli viaggiare. E le scuole, invece di restare chiuse, potrebbero aprire anche d’estate per fare dei cineforum. La cultura non è solamente libri».

 Un modo diverso di concepire l’istruzione in senso lato, dunque: «Quando ho sostenuto il concorso magistrale ho approfondito la figura di Adolphe Ferrière (1879-1960), pedagogo svizzero assertore della scuola attiva, una scuola che a suo dire deve essere attività spontanea, personale, creativa. Attiva, poi, anche nel senso che dà importanza al lavoro, (inteso non come semplice lavoro manuale, ma come attività di progettazione e realizzazione anche intellettuale, ndr): oltre alle discipline, lui proponeva infatti la presenza di laboratori di falegnameria, di ceramica. I ragazzi così apprendevano sia la cultura sia qualche attività pratica». Un modo diverso per dire: meglio sarebbe d’estate andare a fare qualche lavoretto? «Dico solamente che oggi, chi si diploma, non sa neanche mettere un chiodo».

 
 
Pubblicità
Edicola San Paolo
Collection precedente Collection successiva
FAMIGLIA CRISTIANA
€ 104,00 € 0,00 - 11%
CREDERE
€ 88,40 € 57,80 - 35%
MARIA CON TE
€ 52,00 € 39,90 - 23%
CUCITO CREATIVO
€ 64,90 € 43,80 - 33%
FELTRO CREATIVO
€ 23,60 € 18,00 - 24%
AMEN, LA PAROLA CHE SALVA
€ 46,80 € 38,90 - 17%
IL GIORNALINO
€ 117,30 € 91,90 - 22%
BENESSERE
€ 34,80 € 29,90 - 14%
JESUS
€ 70,80 € 60,80 - 14%
GBABY
€ 34,80 € 28,80 - 17%
I LOVE ENGLISH JUNIOR
€ 69,00 € 49,90 - 28%