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Premi
 

La montagna non è "cosa nostra"

22/11/2013  Lo storico dell'ambiente Marco Armiero, con il suo libro "Le montagne della patria", si aggiudica il premio letterario "Gambrinus-Mazzotti", battendo in finale Paolo Rumiz e Tiziana Plebani.

Lo storico dell'ambiente, Marco Armiero, col suo “Le montagne della patria” (Einaudi editore 2013), s’è aggiudicato la decima edizione del  super-premio “Veneto Banca – La voce dei lettori” nella serata finale del XXXI Premio Gambrinus “Giuseppe Mazzotti”, svoltasi a San Polo di Piave (Treviso).    L’opera dello studioso, ricercatore presso l'Istituto di Studi sulle Società del Mediterraneo del CNR – Consiglio Nazionale delle Ricerche e direttore dell'Environmental Humanities Lab del Royal Institute of Technology di Stoccolma, era giunta in finale, vincendo la sezione “Montagna: cultura e civiltà”, assieme a con l'opera vincitrice della sezione “Esplorazione - viaggi”, “Morimondo” (Feltrinelli Editore, 2013) del giornalista Paolo Rumiz e il volume “Un secolo di sentimenti. Amori e conflitti generazionali nella Venezia del Settecento” di Tiziana Plebani (edito dall’Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti, 2012).

Armiero ha commentato così la vittoria: “Sono felice di questo premio, così conosciuto sul territorio: inizialmente ho dovuto scrivere il mio libro in inglese perché in Italia quando ho manifestato l’intenzione di realizzarlo non aveva ottenuto alcuna attenzione”. Il volume parla di una montagna che, nelle “diverse fasi storiche, è stata assoggettata ai voleri e agli interessi umani”.   Anche Paolo Rumiz, secondo classificato, in merito al proprio libro, scritto “a fior d’acqua” sul Po, ha detto: “Come la montagna anche i fiumi sono stati espropriati della loro funzione simbolica; compreso il vostro Piave, maschilizzato, sfruttato e trasformato in quel deserto di ghiaia che conosciamo”.  

La cerimonia di premiazione era iniziata con la commemorazione del disastro del Vajont e la testimonianza di Umberto Olivier, membro del consiglio direttivo del Premio originario di Longarone, scampato nel 1963 alla tragedia. Il Vajont è un argomento che anche alcuni dei libri premiati e segnalati hanno toccato: nell’opera di Armiero, ad esempio, viene descritta come il tragico epilogo della modernizzazione idroelettrica delle Alpi.

 
 
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