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Mare Nostrum li avrebbe salvati

22/04/2015  La tragedia del Mediterraneo si deve alla collisione tra il peschereccio e il mercantile portoghese chiamato in soccorso. L'imbarcazione si è rovesciata per lo spostamento degli occupanti. Ma la Marina avrebbe messo in atto le manovre corrette per evitare il peggio.

(nella foto: l'arrivo a Catania dei sopravvissuti)

I sopravvissuti dell’ecatombe iniziano a raccontare. Ed emergono i particolari di una tragedia che l’operazione Mare Nostrum avrebbe potuto evitare. Quando è giunto l’allarme su un peschereccio in avaria carico di profughi stava procedendo nel Canale di Sicilia diretto verso le coste italiane, la Capitaneria di porto ha dirottato, come è d’uso, le imbarcazioni più vicine, tra questi il King Jacobs, un mercantile battente bandiera portoghese che incrociava nella zona. E’ la prassi. A differenza di Mare Nostrum non potendo avvicinarsi alle coste libiche, i mezzi della nuova operazione Triton ci avrebbe messo troppo tempo. Le navi anfibie della Marina invece probabilmente ce l’avrebbero fatta.

 Non solo. Dal racconto dei 28 testimoni  - due dei quali sono stati salvati dai gommoni della Guardia Costiera per miracolo, allo stremo delle forze, annaspando in mezzo ai morti che galleggiavano  -, la tragedia si deve al rovesciamento del barcone per la perdita di equilibrio del natante. Alla vista del mercantile infatti gli occupanti si sarebbero rovesciati tutti su un lato. Inoltre il trafficante di uomini che comandava la nave avrebbe sbagliato la manovra provocando una collisione e seminando il panico. Versione confermata anche dai pm di Catania secondo i quali il naufragio sarebbe dovuto a due cause: lo spostamento dei migranti sull'imbarcazione, che era sovraffollata, e l'errata manovra dello scafista che l'ha portata a collidere con il King Jacobs. Gli operatori di Mare Nostrum sono abituati a questo tipo di abbordaggio. Il protocollo è quello di avvicinarsi prima con i gommoni e avvertire con i megafoni gli occupanti del barcone di non muoversi. Alcuni salgono a bordo per guidare le operazioni. Solo dopo questi e altri accorgimenti si procede al trasbordo.


Il numero delle vittime non è chiaro: pare che a bordo ci fossero 850 migranti. Donne e bambini erano chiusi nella stiva, per loro non c’è stato nulla da fare, vittime di una morte orribile. Due scafisti sono stati arrestati: un tunisino ritenuto il comandante del peschereccio e un siriano, assistente di bordo. Il premier Renzi ha dichiarato guerra ai mercanti di morte “per bloccare una strage continua che non può più essere definita naufragio ma si chiama crisi umanitaria”. Ma ancora non si vede nulla di concreto, al di là della guerra dichiarata “agli schiavisti del XXI secolo” e il chiacchiericcio su un'improbabile occupazione delel coste libiche. Se ne parlerà al vertice europeo giovedì prossimo. Mentre altri barconi sono già stati segnalati nel Canale di Sicilia. L'esodo non aspetta il vertice di Bruxelles.

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