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martedì 30 novembre 2021
 
Immigrazione
 

Mare nostrum, un errore chiuderla

30/08/2014  Oltre centomila persone salvate. L'operazione umanitaria della nostra marina sarà sostituita da Frontex, ma le associazioni che lavorano sul diritto d'asilo temono che riprendano le stragi in mare

«Sono svenuto, non so per quanto. Quando mi sono svegliato, attorno a me erano tutti morti. Ho ripreso il cammino, 21 giorni in tutto. Sono arrivato in Libia. Chi ha attraversato il deserto non ha paura del mare. La morte l'ha già vista. Una morte di gran lunga peggiore di un naufragio». Cristopher è arrivato su un barcone, otto anni fa, scappando dalla Liberia dove la guerra gli aveva ucciso tutta la famiglia. Mare nostrum non c'era ancora. Ma lui si è salvato: «Mi dico sempre che sono o più forte o più fortunato».
Una fortuna che, grazie all'operazione messa in piedi lo scorso anno dalla nostra marina, ha salvato, in un solo anno oltre 100 mila persone. A fronte di 2.000 naufraghi accertati che invece non ce l'hanno fatta.
Da ottobre Frontex, l'agenzia europea che si occupa di immigrazioni dovrebbe affiancare e poi sostituire con l'operazione Frontex plus, quella di Mare nostrum.  Con un duplice rischio, denuncia monsignor Giancarlo Perego, direttore della Fondazione Cei, Migrantes: «Un ritorno di protagonismo dell'isola di Lampedusa per l'arrivo di migliaia di migranti, con l'impossibilità di gestire l'accoglienza, ma, soprattutto il rischio di un ritorno a numerosi naufragi e morti».
Il direttore di Migrantes che già in passato aveva spiegato perché è un errore abbandonare Mare nostrum, ha ribadito che «la non assicurazione della continuazione degli obiettivi di Mare nostrum da parte del Commissario europeo, il ritorno a un nuovo Frontex non chiaro negli obiettivi, il parziale coinvolgimento di tutti gli Stati europei nella consapevolezza di una situazione drammatica di migrazioni in atto che chiede strumenti efficaci per accompagnare persone in fuga, rischia di riportare la situazione del controllo del Mediterraneo al 3ottobre 2013», giorno della tragica morte nel Mediterraneo di 366 migranti.

 
 
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