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martedì 28 maggio 2024
 
NAPOLI
 

"Siamo stati abbandonati": l'amarezza di don Patriciello dopo le sparatorie a Caivano

10/07/2021  Spari nel rione Parco Verde di Caivano, la più grande zona di spaccio all'aperto d'Europa. Il parroco don Maurizio Patriciello è stato costretto a sospendere i Gres, i campi estivi dell'oratorio. Lui stesso ricostruisce l'accaduto: "Si sono cominciati a sentire spari, c'è voluto poco per capire che non erano fuochi d'artificio ma armi da fuoco e forse anche pesanti. È durato parecchio, è arrivato il terrore, il parco si è svuotato completamente con queste persone che sparavano: erano evidentemente un clan contro l'altro per affermare il loro potere". Al momento della terribile sparatoria, per fortuna, i bambini erano già andati a casa. In serata anche la visita del ministro per il Sud Mara Carfagna.

Il ministro per il Sud Mara Carfagna a Napoli nelle scorse ore.
Il ministro per il Sud Mara Carfagna a Napoli nelle scorse ore.

Ventisei colpi. Per ventisei volte le pistole della camorra hanno fatto fuoco. Spari all'impazzata, tra i palazzi, accanto a un parco giochi. È successo a Caivano, provincia nord di Napoli, in quella terra martoriata dal male criminale e dai roghi tossici. È successo al Parco Verde, rione di edilizia popolare divenuto noto per essere la più grande piazza di spaccio all'aperto d'Europa. Secondo i carabinieri del Nucleo investigativo di Castello di Cisterna, l'episodio sarebbe riconducibile a una “stesa”, una dimostrazione di forza in armi fatta da giovani appartenenti a clan rivali. A sparare, stando ai primi rilievi, più pistole. Il parroco del quartiere, don Maurizio Patriciello, si è visto costretto a chiudere il Grest, il centro estivo dei bambini per non mettere a rischio le loro vite. E ora denuncia: «Al momento opportuno non c'è nessuno, siamo stati abbandonati da tutti. Questi bambini non sono nemmeno di serie B. Sono di serie Z, senza diritti». Don Patriciello è amareggiato. Ricostruisce quello che è accaduto. «In chiesa ho tenuto una catechesi, la chiesa era piena di adulti. Da poco era finito il Grest dei bambini e grazie a Dio erano tornati a casa. Si sono cominciati a sentire spari, c'è voluto poco per capire che non erano fuochi d'artificio ma erano spari da arma da fuoco e forse anche armi pesanti. È durato parecchio, è arrivato il terrore, il parco si è svuotato completamente con queste persone che sparavano: erano evidentemente un clan contro l'altro per affermare il loro potere». La voce è ferma, il tono è deciso. Di chi non vuole arrendersi, di chi non vuole abbandonare i propri fedeli. «Non mi perdonerei mai se dovesse capitare qualcosa a un bambino. L'immagine della piccola Noemi che porta i segni sul suo corpo è davanti a tutti. Sono addolorato perché in un Paese dove si urla la difesa dei diritti a destra e manca, questi bambini non hanno diritto nemmeno ai diritti di serie Z. Abbandonati da tutti». Ora i bambini di Caivano non possono nemmeno giocare all'aperto dopo oltre un anno di lockdown per la pandemia, «Il Parco Verde è la più grande piazza di spaccio d'Europa, lo sanno tutti e che si fa? Stamattina parlavo coi carabinieri, non ce l'ho con nessuno, ma manca la volontà politica di prendere sulle spalle questi problemi . Questi posti sono un obbrobrio che non doveva nascere mai e adesso ci vorrebbe una cabina di regia, un coordinatore, qualcosa, qualcuno; in questi anni sono venuti 5-6 ministri ma la gente è stanca anche della loro presenza perché si limitano a passerelle».

Don Patriciello ha davanti agli occhi quel prato deserto, senza più bambini. «Il giardino è vuoto, c'è un silenzio di morte, questi bambini non vanno nemmeno in vacanza come tanti loro coetanei perché non ne hanno la possibilità, le case sono piccole, già c'è stata la pandemia. I bambini stanno chiusi dentro ma come possono crescere così? Tutti hanno diritto ai loro diritti ma i bambini no. A respirare non hanno diritto, alla salute nemmeno perché l'ambiente inquinato ha rovinato la salute a tutti, non hanno il diritto di scendere dalle loro case minuscole. Ci dovremmo vergognare tutti». È preoccupato don Patriciello, si dice “basito”. “Qui si spara all'impazzata, il terrore prende il sopravvento, le mitragliette sputano fuoco e i camorristi a cavallo delle loro potenti moto sfrecciano tra i viali, guai a chi si oppone». Quando descrive la paura del Parco Verde di Caivano don Patriciello pensa alla guerra. «Qui sembra si stare in Afghanistan, cos'altro devono rubare a questi bambini? Hanno rubato la salute, i sogni e ora anche quel poco di libertà che resta. La libertà di giocare».

Il ministro per la Coesione Territoriale Mara Carfagna in visita a Caivano ha discusso con il ministro degli Interni Lamorgese, su quanto accaduto al Parco Verde. «Ho parlato a lungo con il ministro Lamorgese, che ringrazio», afferma Carfagna, «e mi ha assicurato che aumenterà la vigilanza e i controlli, perché quello che è accaduto non deve più ripetersi».

In serata il ministro Carfagna ha incontrato anche don Maurizio. «Con lui ho da molto tempo una interlocuzione diretta ed affettuosa», ha detto il ministro per il Sud, «e la presenza di un rappresentante delle Istituzioni a Caivano è più importante che in altri luoghi, perché significa che lo Stato c'è, e non lascia sole le famiglie perbene che chiedono solo sicurezza e protezione».

 
 
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