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martedì 21 maggio 2024
 
cultura
 

Maria Cristina e Maria Josè, la regina beata e la first lady indomita: un convegno a Cagliari

12/11/2022  Domenica 13 novembre alle 17.30 presso l’auditorium della Chiesa di San Giuseppe in Via Enrico Toti a Pirri, nell'ambito del Premio organizzato dalla fondazione Alziator, Luciano Regolo, condirettore di Famiglia Cristiana, presenta i suoi due libri dedicati a due teste coronate che hanno segnato l'Ottocento e il Novecento di Casa Savoia. Interviene anche l'arcivescovo e segretario della Conferenza episcopale italiana, monsignor Giuseppe Baturi

Domenica 13 novembre, alle 17.30, presso l’auditorium della chiesa di San Giuseppe in Via Enrico Toti a Pirri, nell'ambito delle attività promosse dal Premio organizzato dalla fondazione Alziator (presieduta da Maurizio Porcelli) con il sostegno della Regione Sarda, del Comune di Cagliari e della Fondazione di Sardegna, il condirettore di Famiglia Cristiana Luciano Regolo, riflette, alla luce delle sue ricerche storiche e di due suoi recenti libri, su Maria Cristina (1812-36) e su Maria Josè di Savoia (1906-2001), la regina beata e la regina indomita.. Si tratta di due figure diverse per storia personale, cultura, epoca e spessore politico, me entrambe capaci di lasciare impronte originali nell'Ottocento e nel  Nocento italiano. 

 

Figlia minore di Vittorio Emanuele I di Savoia, re di Sardegna, e dell'arciduchessa Maria Teresa d'Asburgo, Maria Cristina nacque a Cagliari il 14 novembre 1812, durante il periodo napoleonico, quando il Piemonte, ove si trovava la capitale del regno, Torino, era stato annesso all'Impero francese.  Nel 1830 l'aristocrazia torinese organizzò in suo onore una grande festa per il fidanzamento con Ferdinando II, re delle Due Sicilie.

Nel 1832 sposò Ferdinando II delle Due Sicilie, divenendo regina consorte delle Due Sicilie; le nozze furono celebrate il 21 novembre di quell'anno nel santuario di Nostra Signora dell'Acquasanta a Genova. Fu un matrimonio d'amore. Maria Cristina era di sentimenti religiosissimi ed estremamente devota: cristiana fervente, si trovò a vivere in una corte il cui stile di vita era molto lontano dalla sua sensibilità. Con il marito, esuberante, vi era qualche difficoltà di relazione, ma la donna riuscì a ingentilirne, se non i costumi, perlomeno la politica repressiva. Nei pochi anni in cui fu regina riuscì a impedire l'esecuzione di tutte le condanne capitali.

Maria Cristina è ricordata anche per la tanta attenzione dedicata ai poveri. Morì il 31 gennaio 1836, non ancora ventiquattrenne per i postumi del parto, nel dare alla luce l'unico figlio Francesco, che alla morte del padre sarebbe salito al trono, divenendo in tal modo l'ultimo re del Regno delle Due Sicilie. Lo stesso Francesco sarebbe stato educato nel culto di sua madre, chiamata la Regina Santa. Ferdinando, meno di un anno dopo, si risposò con Maria Teresa d'Asburgo-Teschen.

Maria Cristina di Savoia è stata beatificata  il 25 gennaio 2014. La sua memoria liturgica cade il 31 gennaio,

 

 

La vita di Maria José, l'ultima regina d'Italia, di cui  Luciano Regolo ha raccolto i ricordi dal vivo, arricchiti da documenti e testimonianze inediti ci consegna una donna, intelliugente, arguta, volitiva. Il matrimonio con il principe Umberto non si rivelò felice come lo aveva sognato, tuttavia l'intesa con il marito nei drammi che condivisero fu profonda. Lujciano Regolo nel suo ultimo saggio ha ricostruito, tra l'altro, la fiera opposizione di Maria José al Duce: nei suoi diari, confermati da molteplici fonti coeve, riaffiorano gli incontri segreti con Croce, Montini - il futuro Paolo VI -, Olivetti e altri personaggi; e il piano escogitato col marito nel 1938 per abbattere la dittatura. Un autentico tentativo di golpe, finora poco conosciuto, approfondito anche nei contributi degli storici Francesco Perfetti e Donatella Bolech Cecchi.

La guerra fu vissuta con particolare dolore dalla Regina, già per l'invasione del Belgio natio fin dal 1940. Ma, senza piegarsi, affrontò a viso aperto il Duce, Hitler, e cercò conforto in tante altre figure, da D'Annunzio a Padre Pio, da Evita Peron a Francisco Franco, da Benedetti Michelangeli a Balthus. Nel 1944 ripiegò in Svizzera per porre in salvo i figli, ma avrebbe voluto unirsi ai partigiani. Al ritorno in Italia cercò di portare aiuto, con la Croce Rossa, alle famiglie disastrate, mentre bussò alla Chiesa e alla Dc perché sostenessero la Monarchia al referendum. Anche in esilio Maria José reagì dedicandosi alla musica, alla ricerca storica, ai viaggi. Poco prima della morte confidò all'autore che «sognava di poter andare sulla Luna». Regina indomita. La figura più carismatica di Casa Savoia nel tratto estremo della Monarchia.
 

C'è un legame tra le due regine. «Nel 1936», spiega Luciano Regolo, «Maria Josè e Umberto in occasione dei 100 anni dalla morte di Maria Cristina si adoperarono per realizzare una grande mostra  al Palazzo Reale di Napoli. Entrambi, poi, ridiedero impulso alla causa di beatificazione. Nel 1937 infatti Pio XI ne dichiarò le virtù eroiche. Il processo poi si arenò per la caduta Monarchia. Com'è noto, papa Francesco l’ha proclamata beata il 25 gennaio 2014.

All'incontro di domenica 13 novembre 2022 partecipe anche l’arcivescovo di Cagliari e Segretario generale della Conferenza episcoplae italiana (Cei), monsignor Giuseppe Baturi.

 
 
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