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mercoledì 26 gennaio 2022
 
 

Marylin, fascino senza tempo

02/08/2012  A cinquant'anni dalla misteriosa scomparsa, memoir e libri fotografici rendono omaggio all'attrice, diva per eccellenza e icona della cultura pop. Donna splendida e fragile.

Cinquant'anni fa moriva Marylin Monroe, in circostanze ancora oggi avvolte nel mistero e oggetto di varie congetture. Quel che invece non si presta ad alcun dubbio o incertezza è la resistenza del mito rappresentato da questa donna, il cui fascino è rimasto intatto nei decenni. La spiegazione più acuta della sua insostenibile sensualità è stata forse data da Truman Capote in Musica per camaleonti: era il contrasto stridente, quasi assurdo, fra la bellezza prorompente del suo corpo e il candore, l'ingenuità, la fragilità del suo animo a renderla seducente, amabile, icona della bellezza stessa. Fu un donna perennemente alla ricerca d'amore e altrettanto perennemente "sfruttata" dai personaggi che incontrò nella vita.

Nome d'arte di Norma Jeane Baker, Marylin era nata a Los Angeles il primo giugno
del 1926. Morirà nella stessa città il cinque agosto di mezzo secolo fa, ufficialmente per un'overdose di barbiturici. Ebbe un'infanzia difficile e drammatica, sballottata fra famiglie affidatarie e orfanotrofi, vista l'incapacità della famiglia d'origine di educarla e farla crescere. Prima di raggiungere il successo, dovette adattarsi a molti lavori, spesso mal pagati. Fu attrice, cantante, fotomodella e produttrice cinematografica. Nel cinema, ottenne la consacrazone con pellicole quali Come sposare un milionario, Quando la moglie è in vacanza, Fermata d'autobus e A qualcuno piace caldo, con il quale vinse un Golden Globe come miglior attrice. Come cantante, interpretò alcune canzoni di successo, da My Heart Belongs To Daddy di Cole Porter a Bye Bye Baby e Diamonds Are a Girl's Best Friend, inserite in Gli uomini preferiscono le bionde, fino a I Wanna Be Loved By You, cantata in A qualcuno piace caldo. Memorabile rimase la sua partecipazione alla festa di compleanno del presidente Kennedy, quando intonò Happy Birthday, Mr. President. Da quell'evento scaturì la relazione della Monroe con il presidente americano.

A render omaggio a questa donna bella e infelice e tormentata sono diverse pubblicazioni e iniziative. Il grande scrittore Norman Mailer nel suo Marylin (Dalai editore) ha costruito una biografia e insieme un'interpretazione di un fenomeno. Indaga i segreti della psiche di un'attrice che sovrapponeva di continuo professione e vita privata. Racconta l'incontro con il mito del baseball Joe Di Maggio, amico anche dopo la fine del loro matrimonio, quello con Arthur Miller, che porterà entrambi verso l'autodistruzione, e gli amori fugaci e impossibili che le rovineranno l'esistenza. Alcuni splendidi ritratti fotografici corredano il volume. Un memoir fotografico è Marylin & me di Lawrence Schiller (Castelvecchi), il fotografo che ebbe il privilegio di fotografare la diva dal 1960 al 1962, diventandone amico. Qui ricorda una donna dura e determinata, convinta delle sue qualità come fotomodella, ma altrettanto insicura di sé come attrice. Una star del cinema che faceva di tutto per nascondere le cicatrici intime.

Non si può parlare di Marylin senza vederla: ecco allora Marylin edito da Contrasto, in cui la vita dell'attrice è celebrata dai grandi fotografi di Magnum, con un saggio di Gerry Badger. Henri Cartier-Bresson , Elliott Erwitt, Eve Arold, Inge Morath, Philippe Halsman e molti altri la ritrassero sul set e nella vita privata. Valga, a commento di tutti gli scatti, questa affermazione di Inge Morath: «Una volta pronta per essere fotografata superava le aspettative dell'obiettivo. Lei aveva la capacità di brillare come fosse un'emanazione dell'acqua, e si muoveva con lirismo». Con la traduzione di Edoardo Erba, Mondadori ripubblica la sceneggiatura di Quando mia moglie è in vacanza, una delle commedie che più le diedero celebrità. La Century Fox, infine, ha lanciato una serie di Dvd con i titoli più famosi in cui recitò.

 
 
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