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domenica 29 maggio 2022
 
MASCI
 

Gli scout adulti cattolici italiani a Spoleto: una voce di speranza

13/10/2018  Sono 1.200 gli scout del Masci (Movimento adulti scout cattolici italiani) che dal 12 al 14 ottobre si sono riuniti a Spoleto, in Umbria, per la Festa della Comunità. Un’occasione per condividere progetti e rafforzarsi reciprocamente facendo innanzitutto il punto sulla dimensione della speranza, oggi più che mai necessaria.

Il vescovo di Spoleto-Norcia, monsignor Renato Boccardo parla in occasione della riunione del Masci.
Il vescovo di Spoleto-Norcia, monsignor Renato Boccardo parla in occasione della riunione del Masci.

Il più giovane ha trent’anni, il veterano 102. Vengono da tutta Italia e ciascuno ha alle spalle esperienze diverse: c’è chi s’impegna con i migranti, chi con gli anziani, chi nelle amministrazioni comunali. Tutti, però, hanno nel cuore la stessa speranza di lasciare il mondo migliore di come l'hanno lasciato. Sono 1.200 gli scout del Masci (Movimento adulti scout cattolici italiani) che dal 12 al 14 ottobre si sono riuniti a Spoleto, in Umbria, per la Festa della Comunità.

Un’occasione per condividere progetti e rafforzarsi reciprocamente facendo innanzitutto il punto sulla dimensione della speranza, oggi più che mai necessaria. «Viviamo un cambiamento di epoca, pieno d’incertezze, la sfida è camminare da discepoli di Gesù nei tornanti della storia», dice Sonia Mondin, presidente del movimento che in Italia conta 6.344 soci. «La realtà che percepiamo è stanca, appiattita, senza desideri e vocazioni, speriamo che questi giorni ci aiutino a guardare a nuovi orizzonti».

Ad accogliere i 1.200 del Masci, è stato il vescovo di Spoleto-Norcia. «Oggi è importante saper vedere con il cuore tutte quelle bellezze che richiedono uno sguardo attento e profondo», ha detto monsignor Renato Boccardo, anche lui con il fazzolettone azzurro al collo. «Occorre superare il senso d’impotenza che vivono molti adulti, passando dall’essere osservatori a protagonisti, riconquistando, è il caso di dirlo, anche il ruolo di adulti nei confronti dei giovani», interviene Luigi Cioffi, segretario del movimento.

Nella tre giorni le comunità Masci (402 in tutta Italia) hanno messo in comune le esperienze portate avanti negli ambiti del programma triennale (Nuovi stili di vita, Le dimensioni del servizio, Cultura dell’accoglienza, Attenti e sensibili al cambiamento, Nuovo umanesimo, Essere testimoni di fede).«Valutare gli ambiti d’intervento non è facile, le sensibilità di ciascuno sono diverse ma, in un tempo che corre veloce, cerchiamo di tenere accesa la fiamma del servizio e della speranza», ammettono gli adulti scout. Così, dall’impegno con i minori accompagnati agli empori della solidarietà passando per la valorizzazione del territorio e l’aiuto nelle emergenze (come con gli sfollati del Ponte Morandi a Genova), sono migliaia le azioni di servizio portate avanti ogni anno dagli scout adulti.

A chi pensasse allo scoutismo degli adulti come a un “dopo lavoro”, basterebbero poche ore al raduno di Spoleto per rendersi conto che la realtà dello scoutismo adulto è completamente diversa. Il Masci è un movimento vivace, generoso, attivo e reattivo. E, per di più, intergenerazionale: un mondo in cui non conta quante primavere si hanno alle spalle perché certe chiamate si fanno sentire sempre. E ciò che spinge migliaia di adulti a confrontarsi, darsi da fare per gli altri e crescere insieme nella fede anche quando si potrebbero “tirare i remi in barca” lo spiega bene don Guido Lucchiari, assistente ecclesiastico del movimento: «Avere speranza non è aspettare il futuro ma vivere ora secondo uno stile di vita che anticipa il futuro». Quello che migliaia di scout adulti cercano di fare ogni giorno.

 
 
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