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sabato 23 ottobre 2021
 
 

MASSIMO MAURO: "Dal Milan mi sarei aspettato un altro stile"

29/11/2013 

Dopo quasi trent'anni di sodalizio, Adriano Galliani annuncia il divorzio dal Milan: un divorzio non consensuale che ha spiazzato molti, anche dopo il logoramento delle ultime settimane. Nemmeno Massimo Mauro, oggi opinionista di Sky, che calcio mastica da una vita, si sarebbe immaginato un finale di partita così.

Mauro, come vede questo strappo, se lo aspettettava?
«Premessa: il mio parere è che Galliani sia stato il più importante e uno dei più bravi dirigenti degli ultimi 25 anni, cosa di cui il Milan dovrebbe essere grato a Galliani. Galliani, per parte sua ovviamente, deve molto alla famiglia Berlusconi e a Silvio Berlusconi in particolare. Per queste due ragioni non mi sarei mai aspettato un epilogo così».

Nemmeno dopo le tensioni delle ultime settimane?
«Io credo che la famiglia Berlusconi, e la signora Barbara Berlusconi in particolare, avessero tutto il diritto di assumersi la responsabilità del Milan, ma per fare questo non c’era bisogno di sminuire il lavoro di Galliani. Sarebbe bastato far valere il fatto di essere la maggior azionista del Milan, era suo diritto: un padrone è padrone anche di decidere. Si è sempre sbandierato il fatto che il Milan è una grande società, ma questo non è il modo che si conviene a una grande società».

Deluso dal modo? 
«Deluso da tutto. Galliani avrebbe potuto - ci era arrivato - prendere Tevez vendendo Pato, non l’ha fatto perché sono prevalsi interessi privati, di famiglia. È facile sbagliare, nel calcio, ma mi pare ingeneroso gettare tutte le responsabilità oggi su Galliani. Tenere Pato e non prendere Tevez calcisticamente è stato un errore, ma Galliani non ha mai detto colpa di questo, colpa di quest’altro. Galliani avrà fatto anche i suoi errori, nessuno è infallibile, ma un dirigente si valuta negli anni e negli anni Galliani ha dimostrato di sapere il suo lavoro. Nelle ultime tre stagioni il Milan ha fatto primo, secondo e terzo posto. Non così male. Certo non è riuscito a mantenere lo stesso livello tecnico del passato spendendo meno, ma non è facile quando si devono limitare i costi. Sarebbe bastato dire: “Galliani, grazie di tutto. Lei ha fatto un ottimo lavoro, ma io oggi mi voglio assumere in prima persona la responsabilità”. Nessuno avrebbe potuto eccepire. È una questione di stile».   

 
 
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