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martedì 26 ottobre 2021
 
Matera
 

Matera, il capolavoro dei Sassi in miniatura

08/10/2015  Un'opera unica: la perfetta riproduzione dei Sassi patrimonio dell'umanità Unesco, realizzata da Eustachio Rizzi.

C’è un piccolo angolo dei Sassi di Matera dove la totalità di un paesaggio così suggestivo e affascinante si specchia in un’opera unica nel suo genere. E’ la riproduzione in miniatura di quelle inconfondibili caverne preistoriche diventate patrimonio mondiale dell’Unesco. La mani abili di un artigiano materano hanno scolpito, forgiato e modellato la celeberrima pietra di tufo che è il simbolo del capoluogo lucano.

Eustachio Rizzi
, ormai prossimo agli ottant’anni, è l’artefice di questa “invenzione progettuale e artistica” che fa bella mostra di sé nella incantevole via Fiorentini. Icona di una città designata come la Capitale Europea della Cultura per il 2019. “Ho rifatto i Sassi in tufo come all’epoca della civiltà contadina” dice con la sua proverbiale umiltà il signor Rizzi che nella vita ha svolto parecchi mestieri. Da ragazzino faceva il pastorello in campagna e non riuscì ad andare oltre la terza elementare. Erano i momenti bui della guerra contrassegnati da un’esistenza difficile. Poi, diventò panettiere sfornando quotidianamente pagnotte e dolci fragranti. Appena ventenne, decise di trasferirsi a Milano, un po’ muratore un po’ manovale.

Nel 1961 tornò nella sua Matera, prese la licenza di terza media alla scuola serale e venne assunto dal Comune. Tuttavia, l’innata passione per l’arte artigianale era connaturata con la sua tempra di uomo dal carattere forte. “Mi piaceva lavorare la pietra, il legno per realizzare dei presepi. Circa trentacinque anni fa acquistai un locale nella zona dei Sassi. Scrutavo  e osservavo quel panorama stupendo, bellissimo che mi circondava. Ero animato dalla voglia di costruire un qualcosa che gli somigliasse. Così un bel giorno scoccò la classica scintilla: perché non provare a riprodurre i Sassi? Elaborai io stesso un progettino in scala, caricai sul mio camioncino un blocco di tuffo di grosse dimensioni, presi martello e scalpello per dare forma alla mia creatura. Inizialmente era un sogno, poi si è trasformato il realtà”.


Nel maggio del 1996 Eustacchio Rizzi diede il via alla sua personale avventura artistica che si concluse a marzo del ’99. Quasi tre anni di duro e faticoso lavoro di cesello, con una ricostruzione minuziosa e fedele del centro storico materano. Talento, estro, precisione e soprattutto molta pazienza. “Per prima cosa feci comporre una base in ferro supportata da otto carrelli nell’eventualità di un possibile spostamento che però non è mai avvenuto. Poi, cominciai a scolpire il tufo modellandolo a seconda delle parti da realizzare. Solitamente fotografavo una zona, studiandone i particolari. Costruivo un pezzo per volta, minuziosamente e nei minimi dettagli. Angoli, viuzze, case, fontane, chiesette fino alla maestosa Cattedrale. Ero deciso ad andare fino in fondo, spinto da tanto coraggio e dalla felicità di poter creare un qualcosa di splendido e di originale”.


Al lavoro concluso dopo interminabili giornate trascorse ad incidere, scolpire, intagliare e assemblare i pezzi, il novello architetto Eustachio completò la pregevole opera con un perfetto impianto di luci. Colori e calore, effetti e fascino.

La miniatura dei Sassi si estende per 12 metri quadri e pesa ben 35 quintali. Un capolavoro assoluto ormai meta obbligata dei turisti, soprattutto stranieri, che visitano Matera. Anche perché di fronte alla sua bottega il signor Eustachio tempo fa ha riportato alla luce una casa-grotta denominata in maniera emblematica “C’era una volta”, da lui stesso tipicamente arredata secondo gli usi e i costumi dell’antichità che racconta la vita tra le mura domestiche della civiltà di allora. “Da quando è arrivata la designazione di Città Europea della Cultura i visitatori sono aumentati. Fino a qualche anno fa erano una decina al giorno, oggi siamo nell’ordine delle trecento persone. Ricevo apprezzamenti e attestazioni di stima. Sono venuti tanti artisti, personaggi famosi. Ma ricordo con particolare affetto e orgoglio quello che mi disse Vittorio Sgarbi che rimase ammirato dopo aver visto la mia creazione: “Lei è un piccolo grande artista, grande per quello che ha fatto, piccolo perché non la conosce nessuno”.


Eustachio Rizzi ha passato il testimone ai suoi figli . “Piero ed Enrico hanno la mia stessa passione e sono ormai artigiani provetti. Mia figlia Nunzia si occupa della casa grotta. Sono felice di aver  dato loro un futuro. Tutto quello che ho realizzato l’ho fatto da solo senza l’aiuto di nessuno. E’ questa la mia più grande soddisfazione”.

Multimedia
Eustachio Rizzi, le mani che hanno forgiato i Sassi
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