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lunedì 13 luglio 2020
 
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Mattarella all'Altare della Patria con la mascherina: "Il 25 aprile è la nostra forza"

25/04/2020  "L'Italia ha superato ostacoli che sembravano insormontabili. Oggi la nostra peculiarità nel saper superare le avversità deve accompagnarci anche nella dura prova di una malattia che ha spezzato tante vite".

Stamattina, di fronte all'Altare della Patria, si è celebrato un evento surreale e storico allo stesso tempo. Un evento fortemente simbolico e struggente , non solo emblematico dei giorni drammatici che stiamo vivendo, ma soprattutto della straordinaria resilienza del nostro Paese, della capacità di far fronte a ogni tragedia, anche a quella immane del contagio Covid19 con una Resistenza (e ci sia concesso utilizzare la maiuscola) unica e sorprendente.  

Protagonista di questo evento il nostro capo dello Stato, Sergio Mattarella.

A sorpresa, questa mattina, il presidente della Repubblica, da solo e con la mascherina che gli copriva il volto,  è disceso dalla scalinata del Vittoriano dopo aver reso onore al Milite Ignoto in una Roma silenziosa e deserta. In cima ha trovato due corazzieri, anch'essi con la mascherina, che hanno portato una corona al sacello dell'Altare. Un trombettiere dei carabinieri ha suonato il silenzio, "in un'aria di vetro". Un silenzio che diceva più di mille parole. Poi, a sorpresa, Mattarella ha estratto dalla tasca interna della giacca una mascherina, si è coperto il volto con una facilità che fa pensare che lo avesse già fatto altre volte, e ha disceso lentamente le scale. E' evidente che fosse un gesto studiato, carico di significato. La mascherina è simbolo di protezione, ma anche di fratellanza, di attenzione al nostro prossimo, perchè se la indossassimo tutti sconfiggeremmo il contagio. La mascherina evoca anche i medici e gli infermieri in prima fila nei reparti di iterapia intensiva, gli eroi che hanno salvato tanti connazionali anche a prezzo della vita, con un sacrificio degno della Resistenza, uomini e donne cui il presidente ha reso più volte omaggio in queste settimane terribili.

Oltre ad immagini che entrano di diritto a far parte della storia d'Italia, il significato della Resistenza è stato affidato da Mattarella a un messaggio agli italiani. La Resistenza, La Liberazione e la fine della "follia" nazifascista, ha spiegato, fanno parte della storia della Repubblica, ne costituiscono una "riserva etica, di straordinario valore civile e istituzionale" che oggi, ancora una volta, deve fornire al Paese quella potente energia comune - ben rappresentata dal Tricolore - per affrontare insieme la fase di rilancio del Paese in continuità con i valori del 25 aprile. Il presidente interviene sulla festa della Liberazione smussando ogni polemica, utilizzando quel serbatoio di valori che nacque dalla lotta di liberazione come propulsore ideale di una ripresa dall'emergenza coronavirus. Una ripartenza che dovrà per forza essere simile a quella che l'Italia seppe mettere in campo sin dal primo Dopoguerra.

Il capo dello Stato elogia i "partigiani dei nostri giorni",  i combattenti della "prima linea" che oggi sono medici, infermieri, ausiliari, operatori sociali, forze dell'ordine, operai, trasportatori, e quanti stanno facendo andare avanti il Paese. Cittadini che "manifestano uno spirito che onora la Repubblica e rafforza la solidarietà della nostra convivenza, nel segno della continuità dei valori che hanno reso straordinario il nostro Paese". E se a quei tempi, scrive Mattarella in un continuo rimando tra passato e presente, "con tenacia, con spirito di sacrificio e senso di appartenenza alla comunità nazionale, l'Italia ha superato ostacoli che sembravano insormontabili", oggi "la nostra peculiarità nel saper superare le avversità deve accompagnarci anche nella dura prova di una malattia che ha spezzato tante vite". Uniti e solidali quindi per passare ben oltre la Fase 2: "serve una azione di rilancio e di rinnovata capacità di progettazione economica e sociale e a questa impresa siamo chiamati tutti, istituzioni e cittadini, forze politiche, forze sociali ed economiche, professionisti, intellettuali, operatori di ogni settore".

Per questo nessuno si azzardi a subdole opere di rimozione del significato originale del 25 aprile che rimane pilastro intoccabile della Repubblica: "Il settantacinquesimo anniversario della Liberazione è data fondatrice della nostra esperienza democratica di cui la Repubblica è presidio con la sua Costituzione. Fare memoria della Resistenza, della lotta di Liberazione, di quelle pagine decisive della nostra storia significa ribadire i valori di libertà, giustizia e coesione sociale, che ne furono alla base, sentendoci uniti intorno al Tricolore". L'Italia, ricorda Mattarella, si è dotata "di antidoti contro il rigenerarsi di quei germi di odio e follia che avevano nutrito la scellerata avventura nazifascista".
 

 

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