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sabato 13 aprile 2024
 
Quirinale
 

Nasce il Mattarella bis, altri sette anni di mandato

29/01/2022  A larghissima maggioranza resta al Colle l'attuale presidente della Repubblica, una garanzia per le istituzioni e per la stabilità. È il più votato dopo Pertini

Sergio Mattarella resta al Colle. Con 759 preferenze su 983 votanti (ne aveva preso 665, nel 2015, quando era stato eletto alla quarta chiama), il Parlamento in seduta comune, alla ottava votazione, incorona il nuovo Capo dello Stato. L’applauso liberatorio, al raggiungimento dei 505 voti del quorum, arriva alle 20.20, una quarantina di minuti dopo l’inizio dello spoglio. Un’ovazione lunghissima, persino qualche lacrima di commozione nell’emiciclo. Mattarella è il presidente più votato di sempre dopo Sandro Pertini che riuscì ad arrivare a 832 preferenze.

Per la sua seconda volta Mattarella prende più voti di Napolitano, (l'unico altro precedente di doppio mandato), che ne aveva presi 738. Fuori dal coro, anche degli applausi, restano “Alternativa c’è”, che ha votato Di Matteo (37 voti), e “Fratelli d’Italia” che ha, scelto Nordio  (90).

Da Mattarella erano andati, nel primo pomeriggio, tutti i capigruppo della maggioranza e anche la delegazione delle Regioni (in questo caso compresi i governatori di Fratelli d’Italia, anche se questi ultimi non hanno votato Mattarella) perché, come ha spiegato Massimiliano Fedriga, «seppur con sensibilità diverse» i presidenti che lavorano sui territori sanno la sensibilità che c’è tra i cittadini e «ritengono Mattarella garante dell’unità istituzionale».

Sulla spinta dei voti crescenti espressi nelle votazioni per il presidente della Repubblica nelle prime sette votazioni, la Conferenza delle Regioni e i rappresentanti del Parlamento hanno pregato Mattarella di rimanere al suo posto. Mattarella ha accolto la richiesta, nonostante si fosse detto indisponibile fino all’ultimo, con le parole «farò del mio meglio», come ha rivelato, in conferenza stampa, Deborah Serracchiani.

«L’unica soluzione poteva essere un presidente super partes», aveva detto Enrico Letta nella conferenza stampa del Pd. Stesso concetto espresso anche da Giuseppe Conte, mentre Giorgia Meloni, fuori da Montecitorio, continuava a lamentarsi per non essere riuscita a «far eleggere una personalità di centro destra» come auspicava. «Sono davvero arrabbiata», ha dichiarato, «perché gli altri non ci hanno creduto».

 
 
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