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Maturità, #labuonascuola è (anche) azzeccare le tracce

17/06/2015  Per il tema artistico-letterario proposto ai maturandi il Ministero confonde il titolo e l’anno di produzione di due opere di Matisse. Un pessimo esempio per gli studenti. E non è la prima volta che accade

La traccia della Maturità con l'errore
La traccia della Maturità con l'errore

Diciamolo: non è un bell’esempio per i ragazzi e anche motivo di sconforto per presidi e insegnanti. "La letteratura come esperienza di vita". Questo il titolo che migliaia di maturandi hanno trovato oggi come traccia artistico-letteraria dell’esame di Maturità. Peccato però che tra i tre quadri proposti ce n'è uno a cui è associato un titolo sbagliato.
Si tratta di un'opera del pittore francese Henri Matisse: quella mostrata agli studenti è “La lettrice in bianco e giallo" (nella foto in alto a destra) mentre nella didascalia del testo ministeriale si legge "La lettrice in abito viola" (a sinistra) che è un’altra opera dell’artista francese.

E non si tratta dell'unico errore del Ministero: nella didascalia è sbagliato anche l'anno di produzione che non è il 1898 ma il 1919. Insomma, due strafalcioni in uno: hanno confuso il titolo dell’opera e sbagliato l’anno.

È pur vero che l’errore può capitare a tutti ma così no. E per di più in un’occasione così importante e delicata come l’esame di Maturità con una commissione ad hoc che si riunisce presso il ministero dell’Istruzione per elaborare tracce e documenti.

Il problema è che gli errori si ripetono negli anni. Qualche anno fa il sito skuola.net aveva fatto le pulci al Ministero mettendo in fila tutti gli strafalcioni sulle tracce della Maturità. Nel 1987, ad esempio, in una prova scritta dell’Istituto d’Arte venne attribuita a Simone Martini ”L’allegoria del buono e del cattivo governo”, quando invece l'autore è Ambrogio Lorenzetti. Nella prima prova degli scritti del 2007, invece,  i maturandi si cimentarono con una traccia su Dante: questa volta venne attribuito a San Tommaso anche l’elogio di San Domenico di Guzman che riguardava invece il canto seguente, il XII del Paradiso.

L’anno dopo i tecnici ministeriali si schiantarono su una poesia di Montale, “Ripenso il tuo sorriso”. La poesia venne erroneamente presentata come se fosse indirizzata a una donna, attraverso il riferimento al ruolo salvifico e consolatorio svolto dalla figura femminile. In realtà, era rivolta ad un uomo. Imprecisione anche nella seconda prova, una versione di greco di Luciano tagliata di una parola chiave ai fini della comprensione del testo e quindi anche di una fedele traduzione mentre nel 2010 gli aspiranti periti elettrotecnici dovettero far fronte ad un errore nella traccia della prova di elettronica riguardante valori correlati che avrebbero dovuto essere 100 volte inferiori.

Se errare è umano, come recita l’antico adagio, perseverare è diabolico. #labuonascuola inizia (anche) da questo.

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