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martedì 28 giugno 2022
 
 

Mazzi di rose Solidal e bouquet targati Fairtrade

13/02/2015  Coltivate in Kenya, dove la certificazione internazionale garantisce il rispetto dei diritti dei lavoratori e dell’ambiente, sbarcano nel nostro Paese grazie alla cooperativa Flora Toscana e si possono acquistare presso i supermercati Coop e Pam.

I fiori sono sempre un pensiero gradito da regalare e da ricevere il giorno di San Valentino, festa degli innamorati. Il circuito di commercio solidale Fairtrade propone per l’occasione rose di tante diverse sfumature: rosse, arancio, ciclamino, gialle rosa e bicolore, coltivate in Kenya dove la certificazione internazionale garantisce il rispetto dei diritti dei lavoratori e dell’ambiente. Arrivano in Italia grazie alla cooperativa Flora Toscana e si possono acquistare presso i supermercati Coop e Pam aderenti all’iniziativa, dove i bouquet Solidal sono composti da rose Fairtrade (50 cm) abbinati a ranuncoli e fogliame coltivati in Toscana.

Dal Kenya proviene «la maggior parte delle rose vendute in Italia», ma questi fiori sono garantiti dal marchio di certificazione etico «più riconosciuto al mondo, l'unico sistema che assicura un prezzo equo e stabile agli agricoltori e lavoratori dei Paesi in via di sviluppo, riserva loro un margine aggiuntivo da investire in progetti sociali e sanitari per le comunità di appartenenza. Inoltre assicura il rispetto dell'ambiente, della biodiversità e promuove pratiche di agricoltura sostenibile», riferisce Fairtrade, precisando che le piantagioni impiegano «la tecnica idroponica, che consente di utilizzare meno acqua in substrati a circolo chiuso e ridurre al minimo l’utilizzo di fertilizzanti».

Dov’è possibile, vengono impiegati antiparassitari biologici al posto di pesticidi chimici, mentre i vivai tradizionali fanno spesso un uso massiccio di pesticidi per l’alta predisposizione della pianta della rosa a contrarre malattie. A Nairobi e a Eldama Ravine, cittadina a circa 260 chilometri dalla capitale keniana, opera Ravine Karen Roses, azienda a conduzione famigliare nata nel 1989 con sei coltivazioni di rose che favorisce l'inserimento lavorativo femminile «e prevede controlli stringenti sull’uso di sostanze chimiche e nella gestione di acqua e rifiuti». Vi trovano occupazione circa 1.200 persone che coltivano circa 90 milioni di steli all’anno, mentre complessivamente i lavoratori nelle piantagioni di fiori certificati Fairtrade sono circa 37.500, la metà dei quali donne.

Dal 2004 l’impresa Ravine Karen Roses possiede la certificazione Fairtrade e il 1° dicembre 2011 ha cominciato a vendere le proprie rose a un importatore italiano, “garantendo così non solo una filiera più breve e trasparente, ma anche una maggiore responsabilizzazione dell’importatore ed una migliore comprensione delle dinamiche del mercato europeo da parte dell’azienda produttrice”, spiega Fairtrade. “La certificazione è stata per l’azienda un ingrediente basilare per stabilire rapporti più diretti e stabili con gli importatori europei e per avere una maggiore visibilità - riferisce Janice Kotut, figlia di Rebecca Kotut, fondatrice di Ravine Karen Roses -. Ma ha avuto un effetto positivo anche sui lavoratori, che hanno deciso di fare investimenti soprattutto sull'istruzione, costruendo aule scolastiche con le quali hanno ampliato le scuole già esistenti”. I ricavi in surplus, infatti, sono stati reinvestiti comprando attrezzature per i laboratori di scienze nelle scuole locali e una biblioteca”.  


Guarda il video sulla coltivazione di rose solidali in Kenya:

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