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Don Mazzi: "Troppi soldi, cari ragazzi"

21/08/2013  Il senso del denaro tra le giovani generazioni. Tra immaginari gonfiati e una pedagogia dei genitori a volte distratta

di don Antonio Mazzi

Non c’è angolo del mondo, confessionale compreso, nel quale non si parli della crisi.

La crisi è tale che, le vecchiette, storiche benefattrici “via candela”, delle chiesette e delle chiesone, hanno chiesto in confessionale, così mi ha detto un amico prevosto, se potevano prendere tre candele e pagarne due.

Essendo molto devote e oneste, le vecchiette hanno avanzato petizione, educata e riservata, per non “fare peccato”. Le nostre buone nonne sono ancora ferme lì. Beate loro!

Però, tornando alla crisi, due sono i settori non toccati, nemmeno sfiorati: i barattoli per cani e gatti e le mancette per i nostri figli. Come si pensa, sarà solo la mamma e la famiglia italiana, ad arrivare sin qui. No! In Germania, ad esempio la polemica si aggira attorno ai 20 euro mensili da allungare ai figli tredicenni. Troppi! (Secondo la Merkel).

Fermandoci ai numeri: un bambino a 6 anni dichiara già un reddito di 8 euro la settimana, a 11 anni “scatta” fino a 11 euro, a 14 anni, venti euro, eccetera.

È brutto abbinare: cani, gatti e figli, ma fai fatica a non farlo.

I bambini non devono sentirsi umiliati di fronte agli amici che hanno il portafoglio più generoso. Purtroppo, essendo vecchio, parlo ancora di portafoglio.  Ma il portafoglio è rimasto strumento antico. I nostri hanno posti, metodi, nascondini creativi (antiscippo) impensati e meno ingombranti. Comunque le percentuali che le ricerche hanno riportato, e che ho riportato sopra, non sono per niente veritiere.

Vivo tra i ragazzi di tutte le categorie: ricchi, poveri, neri, gialli, borgatari e montenapoleonici (cioè abitanti in via Montenapoleone). Meno di 50 euro al mese, neanche il barbone. Durante l’anno scolastico, poi, nessuno riesce a capire la diversità tra mancetta, benzina per il motorino, la colazione di mezza mattinata, i soldi per i metrò (escludo volontariamente le sigarette…). Soldi, comunque, ne girano tanti. C’è una nota positiva nuova. La ricerca sottolinea che la spesuccia deve essere meno stupida e meno futile. 30 euro di patatine, per esempio, quasi nessuno li consuma. Un’altra nota nuova e non so se annoverarla tra le cose quasi virtuose, o molto furbe: i compleanni e gli onomastici dei compagni di scuola. Sono saltati fuori, d’improvviso Santi che nessuno conosceva e compleanni abbondanti (cioè più frequenti di un anno).

Per giustificare questa insana abitudine, i genitori scafati e sopra le righe, nei gruppi scolastici o durante le partite di canasta, discutono di preparazione, prevenzione,  coscientizzazione che i genitori devono fare per aiutare i figli all’uso virtuoso del danaro.

E loro (i genitori che giocano a canasta) queste prevenzioni le mettono in atto.

Per rovinare tutto il discorso che ho fatto, il barista davanti a una certa scuola metropolitana, mi ha confessato che il consumo di birra, nell’intervallo tra le 10.30 e le 10.45 è notevolmente cresciuto. Ho detto che mi ha confessato. Si sentiva, infatti, in colpa… “Ho chiesto una sola volta l’età ad un pistolino… Il giorno dopo, è venuto con la mamma… È inutile che ti dica il succo del discorso”.


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