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Il sindaco: "Mesagne è una città sana"

20/05/2012  Parla Franco Scoditti, sindaco di Mesagne, la città di Melissa: "La gente qui ha scelto la legalità, per molti aspetti siamo un modello".

Franco Scoditti è sindaco di Mesagne dal 2010. Una città alle porte di Brindisi di quasi 30 mila abitanti. Un reddito medio per cittadino, secondo dati del 2009, di poco più di 8 mila euro. Esattamente la metà di una analoga città del nord del Paese.


Il Sindaco ha cercato in questi anni di programmare una operazione di rilancio culturale e civile di Mesagne che togliesse alla città l’etichetta di “culla” della Sacra corona unita. Una impresa non facile come dimostra la recente operazione delle forze dell’ordine del  9 maggio scorso. Una retata – denominata "Die Hard" (duri a morire) - ha portato in carcere le nuove leve della mafia brindisina, «i nipotini dei boss», come li ha definiti il procuratore di Lecce Cataldo Motta. 

Franco Scoditti è aiutato da tante associazioni: da quelle legate a Libera a quelle antiracket. Insieme tentano la difficile strada del cambiamento. Melissa Bassi, così come molte delle altre vittime, era di Mesagne. La studentessa sedicenne morta nell'attentato dinamitardo alla scuola "Morvillo Falcone" a Brindisi era figlia unica. Il papà di Melissa è un operaio, fa il piastrellista, e la mamma è una casalinga. La Carovana Antimafia ha fatto una sosta alla Villa Comunale. La tappa di Mesagne non era prevista, ma sia gli organizzatori che tutta l’Amministrazione Comunale hanno fortemente voluto questa fermata. 


Abbiamo raggiunto telefonicamente il sindaco per capire anche il contesto dietro il quale è avvenuto l’attentato di Brindisi.

- Mesagne è per molti ancora oggi la patria della Sacra corona unita di prima e di seconda generazione, dal fondatore Pino Rogoli all'ultimo pentito Ercole Penna, ex boss della Sacra corona libera al fianco di Massimo Pasimeni e Antonio Vitale. Oggi sono tutti in carcere ma secondo alcuni sono ancora in grado di controllare il territorio specie nel campo delle estorsioni ad imprenditori e commercianti. Che sensazione ha, da sindaco rispetto alle infiltrazioni nel tessuto sociale della criminalità organizzata ? Come è cambiata Mesagne negli ultimi anni?

"Il fondatore della Sacra corona unita, Giuseppe Rogoli, era un mesagnese perciò il territorio e la Città si sono legati a questo stereotipo. In questi anni ci sono stati moltissimi arresti da parte delle forze dell’ordine grazie anche al prezioso lavoro svolto della magistratura ma specialmente la città è riuscita a riscattarsi mettendo in moto un processo che ha fatto diventare Mesagne un modello di riferimento positivo per buona parte del territorio. Abbiamo raggiunto, anche grazie alla impostazione delle precedenti amministrazioni, in alcuni servizi, penso ai servizi sociali, vere e proprie punte di eccellenza. Inoltre una crescita culturale della città ha permesso anche una radicale trasformazione del centro storico che fino agli ottanta era abitato principalmente dagli esponenti della Sacra corona. Le vie centrali della città sono state “liberate”; si sono avviati processi di ristrutturazione e riqualificazioni del centro storico e contestualmente i principali monumenti della Città sono stati restaurati. Il centro è diventato non solo più vivibile ma, anche grazie ad alcune scoperte archeologiche, visitato da moltissimi turisti italiani e stranieri. Sono sorte moltissime attività commerciali e luoghi di aggregazione per i giovani. Mi rifiuto oggi di dipingere ancora Mesagne come luogo della Sacra corona unita. E’ una città con ancora dei problemi da risolvere ma che ha scelto la strada della lotta alla criminalità e della legalità".

- Di recente un ordigno ha distrutto l'auto di Fabio Marini, 35 anni, location manager di produzioni cinematografiche e presidente del Comitato contro usura ed estorsioni di Mesagne. L’episodio sembra essere legato ad altri attentati simili: un incendio di indubbia natura dolosa ha colpito l'auto dell'imprenditore Luigi Devicienti; una palestra, la GT di proprietà di Gianluca Amoruso è stata presa di mira intimidendo sia il proprietari che i clienti. Come devono essere letti questo episodi ? 

"L’episodio da un lato è preoccupante ma denota anche quanto stiamo incidendo nella lotta alle mafie. Abbiamo moltissimi beni, specie agricoli, confiscati alla criminalità organizzata e affidate a cooperative sociali alcune delle quali legate a Libera. L’associazione antiracket svolge un ruolo di presidio di legalità che svolge una funzione importante. Il Comune collabora con le scuole e con la associazione antiracket per proporre agli istituti scolastici percorsi di legalità che rappresentano uno dei momenti più importanti per un vero cambiamento culturale".

- Lei ha fatto spesso appello alla reazione rispetto ai tentativi della Sacra corona unita di controllare il territorio dei suoi cittadini, della società civile. Tante associazioni, in primis Libera, sono sempre in prima linea. Pensa che il muro dell’indifferenza e, a volte dell’omertà, possano essere vinti più facilmente con una reazione popolare? 

"In questi anni la società civile, la Chiesa, le associazioni di volontariato, le associazioni degli imprenditori hanno svolto un ruolo fondamentale di presidio di legalità. Abbiamo sempre lavorato in rete per cercare di dare ai cittadini il senso di una azione coordinata e non episodica".

- L’episodio dell’attentato davanti  all’istituto professionale "Francesca Laura Morvillo Falcone" di Brindisi ha ancora molti aspetti giudiziari da chiarire. In ogni caso ha scosso le coscienze degli italiani. In molte piazze si sono ritrovati spontaneamente migliaia di cittadini che hanno voluto esprimere, con fermezza, una condanna di qualsiasi forma di violenza e terrorismo. Tutte queste iniziative vi hanno fatto sentire meno isolati, meno soli?

"La reazione delle tante città che in Italia si sono mobilitate ci ha data una enorme forza morale. In questo senso abbiamo avuto la convinzione che la strada intrapresa in questi anni fosse davvero quella giusta nonostante l’episodio drammatico di Brindisi".

- Una prima reazione è stato il passaggio, non previsto inizialmente, della Carovana Antimafia a Mesagne. Lei nel suo discorso in piazza in occasione del passaggio della Carovana (http://vimeo.com/42469936) ha detto che è stata uccisa la speranza e l’innocenza di un intero Paese. Come Istituzione quali sono i prossimi passi che intendete fare, rispetto alla famiglia di Melissa e alla cittadinanza che oggi appare spaventata per le modalità drammatiche con cui è avvenuto l’attentato?

"Il passaggio della Carovana Antimafia ha coinvolto migliaia di cittadini che si sono stretti in piazza in primo luogo come comunità intorno alla famiglia di Melissa. Il Comune aveva già programmato, all’interno dei percorsi di educazione civica con le scuole, la giornata della legalità per il 29 maggio. Sarà quella la occasione per ricordare Melissa ma anche per coinvolgere l’intera Mesagne. Dallo scorso anno è operativo un Osservatorio permanente della legalità a cui partecipano pochi soggetti istituzionali (Sindaco e due Consiglieri Comunali) e molti rappresentanti della società civile, delle scuole  e delle forze dell’ordine. Grazie proprio all’osservatorio siamo riusciti a fare un lavoro importante di prevenzione e di lettura attenta del nostro territorio che ci ha aiutato a voltare pagina rispetto agli “anni bui” di Mesagne".

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