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martedì 28 giugno 2022
 
Medicina
 

Metodo rivoluzionario e non invasivo contro la prostata ingrossata

02/09/2019  Un disturbo che riguarda milioni di uomini dopo i 50 anni. Con le innovative infiltrazioni di vapore acqueo si ottengono ottimi risultati con un intervento veloce e senza effetti collaterali sulla sessualità. Ne parla l'urologo Giampaolo Siena dell'ospedale Careggi di Firenze

L’ingrossamento della prostata è uno dei problemi più diffusi fra gli uomini. Prima o poi quasi tutti devono farci i conti. Colpisce il 50 % degli uomini dopo i 50 anni, e il 90 % di quelli con più di 80 anni, ed è la quarta patologia in assoluto più diffusa. Comporta diversi disturbi:  l’ingrossamento della prostata, che va a comprimere la vescica,  impedisce il regolare gettito dell’urina, per cui si avverte l’urgenza di andare in bagno di giorno e di notte; inoltre il ristagno dell’urina può causare infezioni e calcoli alla vescica. Nei casi estremi si manifesta l’impossibilità di urinare, con inevitabile ricorso al catetere. Potenzialmente milioni di persone in Italia sono interessati a questa innovativa metodica che riducendo al massimo l’invasività dell’intervento e gli effetti collaterali è in grado di ridurre la prostata ingrossata. Ce ne parla l’urologo Giampaolo Siena, dirigente all’ospedale Careggi di Firenze, uno dei centri che per primi hanno adottato questa metodica, arrivata in Italia solo nel maggio scorso.  
«Si tratta di infiltrazioni di vapore acqueo che hanno l’effetto di ridurre il volume della prostata. Inizialmente il trattamento era stato concepito per i tumori prostatici, ma si era visto che aveva anche l’effetto di innescare un processo di atrofia dell’organo.. L’intervento in sé è molto semplice, non invasivo, dura al massimo dieci minuti per un totale di 4-9 infiltrazioni della durata di nove secondi ciascuno, effettuati dopo una leggera sedazione per garantirsi l’immobilità del paziente, ma tecnicamente può anche essere fatto in anestesia locale. Il paziente viene dimesso poche ore dopo con un catetere che dovrà tenere qualche giorno, fino ad arrivare a qualche settimane nei casi in cui la prostata era molto ingrassata. L’effetto di riduzione si manifesta in un tempo che va da un mese a tre mesi». 
Fino a oggi il problema si affrontava con diverse terapie: la prima con rimedi fitoterapici (a base per esempio di uva ursina), oppure con farmaci  che vanno assunti tutta la vita e che hanno come effetto collaterale la diminuzione della libido e la difficoltà a eiaculare.  La procedura chirurgica per i casi più gravi  prevede un intervento endoscopico disostruttivo che scava un canale nella prostata. Si effettua in anestesia generale, dura 1-2 ore, richiede il ricovero di alcuni giorni. Con tutti i disagi della chirurgia. Ed ha effetti sulla sfera sessuale.
«Il trattamento con il vapore acqueo invece», assicura il dottor Siena, « non ha impatto sulla sessualità e conserva l’eiaculazione nel 70% delle volte».
Fino a oggi diversi centri in Italia lo hanno a disposizione questo macchinario: Oltre al Careggi è presente alle Molinette di di Torino, all’ospedale di Modena, Alba, Desio e al Policlinico di Bari ma si sta diffondendo in modo crescente. E rivoluzionerà l’approccio a questo disturbo così frequente e fastidioso.  

 
 
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