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domenica 23 gennaio 2022
 
Caritas
 

Mezzo secolo di amore per il prossimo

25/06/2021  La Caritas italiana celebra i suoi 50 anni di istituzione. Voluto da Paolo VI l'organismo incarna in pieno lo spirito conciliare che chiede di mettere le proprie energie a disposizione dei fratelli.

È nella basilica di San Paolo fuori le mura, dedicata all’apostolo cantore della carità, che la Caritas italiana celebra i suoi primi 50 anni di storia. Voluto da Paolo VI «al fine di promuovere, anche in collaborazione con altri organismi la testimonianza della carità nella comunità ecclesiale, in forme consone ai tempi e ai bisogni, in vista dello sviluppo integrale dell’uomo, della giustizia sociale e della pace, con particolare attenzione agli ultimi e con prevalente funzione pedagogica», l’organismo ha visto la luce il 2 luglio 1972.

Ad ascoltare il cardinale Luis Antonio Tagle, presidente di Caritas internationalis e prefetto della Congregazione per l’evangelizzazione dei popoli, circa 850 persone provenienti da tutte le diocesi italiane. «Dato che portiamo il nome Caritas riflettiamo sul significato della parole amore», dice il cardinale spiegando la prima lettera di San Paolo ai Corinzi. «L’amore non è un atteggiamento o una emozione, ma un modo di agre», ricorda E propone tre punti su cui meditare: il fatto che i doni non devono diventare occasione di superiorità sugli altri o di promozione di propri interessi personali; sapere che abbiamo doni diversi, ma tutti provengono da un solo Spirito e nessuno è superiore agli altri; ricordare che quando una parte del corpo soffre, tutti soffrono con esso.

Il cardinale Tagle insiste sul fatto che i doni non devono servire per gonfiare il nostro ego e che tutti, anche i più poveri hanno qualcosa da dare. «Dobbiamo evitare la tentazione di pensare a noi stessi come donatori e non anche come riceventi», spiega. E aggiunge che «i doni dei poveri sono spesso sprecati, mentre l’amore valorizza i doni che solo i poveri possono dare».

E nel sottolineare che «dare è più importante del guadagnare e che il dono è più prezioso del profitto», incoraggia la Caritas a proseguire il cammino, «a raccogliere storie di coraggio, speranza e amore sapendo che la carità non avrà mai fine».

«La carità», diceva Paolo VI nel suo primo discorso all’organismo, nel 1972, «resterà sempre per la Chiesa il banco di prova della sua credibilità nel mondo: “Da questo riconosceranno tutti che siete miei”». E di «vita buona del Vangelo che è tale solo se comprende in maniera organica la testimonianza della carità» parlava, invece, Benedetto XVI nel 2011, in occasione del 40° di fondazione. Un modo per far crescere il «Popolo di Dio nello spirito del Concilio Vaticano II» e in quello del Vangelo sapendo che «la carità è sempre necessaria come stimolo e completamento della giustizia stessa».

 
 
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