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lunedì 15 agosto 2022
 
 

«Mi dissero: "Ora che sei incinta ti licenziamo"»

01/02/2014  Anna racconta il ricatto subito dal suo datore di lavoro: «All'atto dell'assunzione mi fecero firmare, senza saperlo, dimissioni in bianco da utilizzare in caso di una gravidanza»

Ecco un'altra storia raccolta dai volontari della Comunità Papa Giovanni XXIII.

Mi chiamo Anna, ho 41 anni e vivo in una città dell'Emilia Romagna. Mi sono sposata giovane e ho avuto presto due figli. Nel 2003 ho scoperto di essere nuovamente incinta. Allora lavoravo in una piccola impresa artigiana. Quando li ho informati della mia gravidanza, mi hanno risposto: «Noi ti abbiamo assunto perché avevi dei figli già grandi, non ci aspettavamo questa gravidanza; ora che sei incinta ti lasciamo a casa!».

Allora mi hanno fatto vedere una lettera di dimissioni dove c'era già la mia firma. Evidentemente quella firma l'avevo fatta io al momento dell'assunzione: in quell'occasione infatti mi avevano dato molti documenti da firmare, e non feci caso su cosa ci fosse scritto sui vari fogli.
A quel punto però sono andata dal sindacato a denunciare l’accaduto. Loro mi hanno detto che per legge non è possibile per una donna dimettersi né essere licenziata senza il consenso dell’Ispettorato del Lavoro nel periodo compreso tra l’inizio della gravidanza e il primo anno di vita del bambino; questo per evitare che vengano esercitate pressioni sulla donna per spingerla a lasciare il lavoro.

Siamo allora andati all'Ispettorato del Lavoro, che ha convocato i datori di lavoro, i quali hanno dovuto prendere atto che non potevano lasciarmi a casa. Io però a quel punto sono rimasta così male per quello che era successo che ho deciso che non volevo continuare a lavorare lì. Allora il sindacato per venirmi incontro ha proposto all’Ispettorato e ai datori di lavoro che io rimanessi a lavorare ancora fino alla maternità obbligatoria e poi fossi licenziata solo al termine di questo periodo, per usufruire di un periodo di mobilità retribuita di un anno.
Se i datori non accettavano, sarebbero stati denunciati per avermi fatto firmare il foglio di dimissioni in bianco. Loro hanno accettato, pertanto a fine maternità obbligatoria sono stata licenziata per “riduzione del personale”.

 
 
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