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Benessere

Mia Ceran: «Ritroviamo le nostre radici cristiane»

12/09/2016  A dodici anni, la conduttrice di Unomattina estate ha iniziato a soffrire di forti emicranie che le hanno reso la vita difficile. Oggi le tiene a bada con i cibi giusti, lo sport e momenti di spiritualità rubati ai ritmi intensi del lavoro. E afferma: «È importante ritrovare le nostre radici cristiane».

E’ un momento d’oro per Mia Ceran. Mentre gli italiani si godono le ferie tra mare e montagna, la giornalista è alle prese con la conduzione di Unomattina Estate 2016. Quattro ore di diretta quotidiana durante le quali la ragazza, nata in Germania e cresciuta tra gli Stati Uniti e l’Italia, può dimostrare tutto il suo talento. 

E pensare che, quando aveva dodici anni, la vita sembrava sorriderle di meno. «A quell’età ho iniziato a soffrire di fortissime emicranie. A volte restavo al buio chiusa nella mia stanza e non riuscivo neanche a parlare o a studiare». La Ceran ha cercato molte soluzioni al problema ma «nessun medico mi rimetteva davvero a posto». Poi è arrivato l’incontro con un nutrizionista «che ha collegato, con mio grande stupore, i mal di testa con l’alimentazione scorretta». S’è scoperto così che, nel corso degli anni, tutta una serie di intolleranze avevano influito fortemente sul problema. Intorno ai vent’anni Mia apprende di non poter bere alcolici, «al secondo bicchiere di rosso mi scoppia la testa», e non poter mangiare cioccolata, melanzane e pomodori, se non con moderazione. «Il problema delle emicranie non è svanito del tutto ma è molto meno presente. Ora è gestibile». Anche se non mancano picchi fastidiosi. «L’anno scorso, durante una puntata di Unomattina Estate 2015, ho avuto un attacco fortissimo e ho capito quanto sia difficile stare davanti a una telecamera se non sei al 100 per cento. Per qualche istante mi sono dovuta assentare dallo studio, lasciando le redini al co-conduttore, Alessio Zucchini. Mi sono imbottita di ibuprofene e, infine, ho portato a casa la trasmissione».

E pensare che Mia Ceran non ama molto prendere medicine. «Voglio chiarire che non ho nulla contro i farmaci, le aziende che li producono o chi li usa. Semplicemente, non amo assumerli e cerco di farlo solo nei casi veramente disperati». Anche la medicina alternativa non è molto gettonata dalla giornalista. «Anche in questo caso il discorso è lo stesso. Massimo rispetto per la categoria e per chi la frequenta ma non è una cosa che, al momento, fa parte della mia cultura».

E allora come si cura la Ceran? «La testa può fare davvero molto, anche nei disturbi più gravi. Forse perché non ho mai abusato di farmaci, ho un potere di recupero molto alto. E poi cerco di usare la natura a mio vantaggio». Cioè? «Le spremute d’arancia e di limone fanno molto bene alle difese immunitarie e per i raffreddori uso tutti quei prodotti che sostanzialmente sono acqua marina. Disinfettano il naso e liberano la testa senza danneggiare il fegato». Ha le idee chiare sulla salute la conduttrice di Unomattina Estate 2016 e non è da meno sull’attività fisica. «Mi alleno quasi tutti i giorni, la mattina se possibile. Nel circolo sportivo che frequento ci sono due ottimi istruttori con cui faccio “funzionale” ma mai da sola perché mi piace la complicità che si crea in un gruppo di persone che faticano insieme per raggiungere un obiettivo». Un impegno fisso quello con lo sport che fa bene anche alla testa. «Iniziare la giornata in questo modo mi cambia l’umore in positivo. Perché mi toglie il nervosismo e mi carica di energie positive. Insomma esco dall’attività fisica che ho voglia di spaccare il mondo».

Mia Ceran, d’altronde, non è nuova alle gioie del fitness. «Alle spalle ho quindici anni di danza, classica e moderna, e anche di nuoto, in verità imposto dalla famiglia. Mi sono molto allenata, comunque, e il mio fisico vive di rendita grazie a quegli anni». La madre e il padre di Mia, oltre a obbligare la ragazza alla frequentazione della piscina, non vedevano di buon occhio la passione per il tutù. «Temevano che la danza mi portasse lontano dagli studi e, col senno di poi, devo ringraziarli. Quella è una carriera bellissima ma che si snoda in un arco temporale troppo breve. E poi a quattordici anni ho sviluppato le forme e mi sono ritrovata con un fisico poco adatto a quell’ambiente».

Un fisico non idoneo alla Scala, forse, ma che, nel mondo reale, non le crea di certo complessi. «Infatti, con il cibo ho un ottimo rapporto. Sono una golosona. Non tanto di torte, che mi faccio per la mattina, o di cioccolata, che mi scatena i mal di testa di cui ho detto, quanto di salato». Mia ama il cibo, quindi, e, naturalmente, anche cucinare. «Lo faccio praticamente tutte le sere e, quando posso, anche in pausa pranzo. Ai fornelli mi piace abbinare il gusto con la salute per cui mi impegno a cercare ingredienti d’eccellenza come le farine integrali o gli ortaggi migliori. La mia carbonara di verdure è un vero cavallo di battaglia e, anche ora che sto parlando al telefono, sto preparando per me e il mio compagno un cous cous di verdure con filetto di merluzzo».

Non si può certo dire che la giornalista, che ha iniziato la carriera alla Cnn ai tempi di Alessio Vinci, sia impreparata sul tema. Non è da meno anche quando si parla di spiritualità. «Credo che, in questo momento storico, a volte così duro per via del terrorismo, sia molto importante essere profondamente cristiani. In questi giorni di smarrimento abbiamo la necessità di riconoscere le nostre radici. Ci aiuta sapere chi siamo e da dove arriviamo».

Per coltivare la propria introspezione religiosa per Mia ogni momento è buono. «Lo faccio quando leggo i libri ma anche mentre corro a Villa Ada. A volte, invece di alzare la musica a tutto volume nelle cuffie, mi metto a pensare mentre il corpo marcia come una macchina in mezzo al verde». Ecco perché non stupisce quando afferma che «papa Francesco è estremamente innovativo, ma lo è stato anche papa Ratzinger, e lo sarà certamente ancor di più chi arriverà dopo».

Mia Ceran è una giovane donna di sostanza che, dietro a una faccia pulita e molto amata dagli italiani, ha valori forti e una cultura profonda e moderna. Non riesce difficile comprendere come mai, in queste settimane, stia tanto piacendo alla conduzione di Unomattina Estate 2016.

CHI È

Mia Ceran, nata a Treviri in Germania il 15 novembre 1986, s’è subito fatta notare per i contenuti, oltre che per la sua bellezza. Merito della sua perfetta padronanza delle lingue (ha vissuto per anni negli Stati Uniti) e di un esordio lavorativo importante: uno stage presso la Cnn romana di Alessio Vinci. La Ceran si affaccia in Mediaset, dove collabora per Matrix, Tg5 e Studio aperto. Appena diventa giornalista professionista, nel 2011, approda a La7, dove lavora per L’Aria che tira e In onda Estate. Il suo sbarco in Rai è su Rai3 in Agorà. L’anno scorso conduce con Alessio Zucchini Unomattina Estate e anche quest’anno torna alle redini del programma Rai. Ha scritto e condotto anche una serie di documentari su Sky Arte.

Cibo

È golosa di cibi salati. Torte e cioccolata non la fanno impazzire.

Vizi

Si concede momenti di pigrizia in cui non esce di casa per giorni.

Sport
Ha alle spalle 15 anni di danza e nuoto e si allena in palestra.

Obiettivi
Continuare a lavorare nello spettacolo con versatilità.

Curiosità
Colleziona riviste di arredamento.

Una passione per le fiction
Mia Ceran è una grande appassionata di serie Tv americane e ultimamente ha un debole per quei telefilm che mischiano la fiction con la realtà. Ha seguito con grande interesse Narcos, la produzione di Netflix su Pablo Escobar, e The Jinx – La vita e le morti di Robert Durst. Non ha ancora esordito come sceneggiatrice di serie, ma ha scritto e prodotto importanti documentari per Sky Arte.

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