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Ossessioni
 

«Mia figlia adolescente vuole una plastica perché ha "le orecchie grosse". Cosa dirle?»

14/12/2016 

Mia figlia di 17 anni mi sta facendo impazzire perché vuole fare un intervento chirurgico estetico perché dice che ha le orecchie troppo grosse. Mi sembra assurdo, anche perché non mi pare che la cosa le crei problemi. È una ragazza spigliata, con molte amicizie, ci sembra sicura. Eppure, di questa cosa ne sta facendo una malattia. Qualche volta per questo addirittura non esce di casa o non partecipa ad alcuni incontri.

MARIANGELA

— Lo sguardo fisso su una parte del corpo. Ogni volta che ci si trova di fronte allo specchio, gli occhi corrono a valutarne armonia, simmetria, dimensioni. E il resto del corpo, il quadro complessivo non conta. Come non contano più il carattere, la simpatia, le capacità di relazione con gli altri. O le doti sportive, scolastiche, musicali. Tutto viene assorbito dal buco nero di quel particolare del fisico. Di cui si ha persino paura di parlare, per timore che gli altri se ne accorgano e inizino a guardare in modo diverso. E la vergogna prende possesso della mente dell’adolescente. Una vergogna tutta interna, non dicibile. Una vergogna incomprensibile agli occhi degli altri. Perché focalizzata su un elemento secondario, irrilevante, e così in contrasto con la sicurezza personale esibita. Un tempo era più importante il senso di colpa per organizzare la vita interiore delle persone: il timore di avere fatto qualcosa che trasgrediva le regole apprese. Oggi sembra avere il sopravvento la paura di non essere all’altezza del confronto con gli altri, di non riuscire a essere come si vorrebbe presentarsi al resto del mondo. E situazioni come questa appaiono come lo spostamento su un particolare del proprio corpo di qualcosa di inaccettabile a un livello più profondo. Perché è più facile affrontare la paura di non piacere o di non farcela modificando un elemento visibile, con un intervento chirurgico, per apparire perfetti, esattamente come si vorrebbe essere. È più difficile, soprattutto per un adolescente che appare già solido e sicuro di sé, riconoscere che si teme di non essere adeguati alle proprie aspettative. Che il bisogno di ottenere un riconoscimento da parte degli altri porta a dover essere inappuntabili in ciò che viene visto da tutti: il corpo, l’abbigliamento, l’acconciatura. E che a questi messaggeri viene affidato il compito di fare colpo sugli altri, di dire chi si è nel profondo o di essere accettati. È impegnativo il percorso che porta a riconoscere che dietro a una fissazione di questo tipo c’è il timore della fragilità interiore, del non essere all’altezza delle proprie aspettative. Occorre un lavoro psicologico approfondito. Più rischioso però è non riconoscerne la portata, perché potrebbe riproporsi più avanti sotto altre forme.

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