Contribuisci a mantenere questo sito gratuito

Riusciamo a fornire informazione gratuita grazie alla pubblicità erogata dai nostri partner.
Accettando i consensi richiesti permetti ad i nostri partner di creare un'esperienza personalizzata ed offrirti un miglior servizio.
Avrai comunque la possibilità di revocare il consenso in qualunque momento.

Selezionando 'Accetta tutto', vedrai più spesso annunci su argomenti che ti interessano.
Selezionando 'Accetta solo cookie necessari', vedrai annunci generici non necessariamente attinenti ai tuoi interessi.

logo san paolo
mercoledì 29 maggio 2024
 
dossier
 

«Nessuna invasione, il problema è l'Europa dei muri»

02/10/2016  Dal 1° gennaio al 29 settembre 2016 sono arrivati in Italia 132 mila tra rifugiati e profughi. Nello stesso periodo del 2015 furono 131.800. A 3 anni dalla strage di Lampedusa (3 ottobre 2013; 366 morti accertati), parla Domenico Manzione, sottosegretario all'Interno con deleghe all'immigrazione e ai diritti civili.

Migranti salvati nel Mediterraneo e trasportati in Sicilia. Foto Ansa.
Migranti salvati nel Mediterraneo e trasportati in Sicilia. Foto Ansa.

Al primo gennaio 2016 risultavano regolarmente presenti in Italia 3.931.133 cittadini non comunitari; un numero stabile rispetto ai dodici mesi precedenti. È quanto emerge da un rapporto Istat basato su dati del Viminale e pubblicato il 29 settembre. I Paesi più rappresentati sono il Marocco (510.450), l’Albania (482.959), la Cina (333.986), l’Ucraina (240.141) e l’India (169.394). Il numero di nuovi permessi di soggiorno concessi diminuisce: durante il 2015 ne sono stati rilasciati 238.936, il 3,9% in meno rispetto al 2014.

«Continua invece a ritmi sostenuti la crescita dei permessi per asilo e protezione umanitaria (+19.398 ingressi, pari a +40,5%)», afferma Domenico Manzione, 61 anni, sottosegretario all’Interno con deleghe all’immigrazione e alle libertà civili: «Il maggior numero delle persone in cerca di protezione internazionale arriva da Nigeria, Pakistan e Gambia che insieme coprono il 43,8% dei flussi in ingresso». 

Domenico Manzione, sottosegretario all'Interno con deleghe all'immigrazione e ai diritti civili. Foto Ansa.
Domenico Manzione, sottosegretario all'Interno con deleghe all'immigrazione e ai diritti civili. Foto Ansa.

 A tre anni esatti dalla strage di Lampedusa (3 ottobre 2013; 366 morti accertati) Manzione constata che l'attenzione è aumentata: «Il nostro Parlamento ha deciso che il 3 ottobre di ogni anno venga celebrata la"Giornata nazionale in memoria delle vittime dell'immigrazione"; in seguito a quella tragedia sono state promosse le operazioni Mare Nostrum e poi, a livello europeo, Frontex, che in mare aperto hanno salvato tante vite; l'Organizzazione delle Nazioni Unite è giunta a promuovere un meeting planetario dedicato al problema».

Purtroppo, sostiene Manzione, le belle parole e i buoni sentimenti  non hanno fin qui generato concrete politiche all'altezza dell'emergenza. Grecia, Italia e Spagna sono state e sono ancora tanto sole. «In ogni caso», conclude Domenico Manzione, non possiamo parlare di invasione. Dal primo gennaio al 29 settembre di quest’anno sono arrivati 132.000 migranti; nello stesso periodo del 2015 furono 131.800. I problemi sono la loro ridistribuzione in Europa, pressoché inesistente: negli ultimi dodici mesi, tra quelle accolte in Italia e quelle accolte in Grecia, ha interessato appena 3.500 persone. Il problema è l'Europa, quella che tira su muri, quella che non vuole rifugiati a casa sua nè vuole mettere mano al portafoglio per aiutare i Paesi che li ospitano (l'Ue sta studiando un contributo obbligatorio di .... euro a migrante».  

I vostri commenti
26

Stai visualizzando  dei 26 commenti

    Vedi altri 20 commenti
    Policy sulla pubblicazione dei commenti
    I commenti del sito di Famiglia Cristiana sono premoderati. E non saranno pubblicati qualora:

    • - contengano contenuti ingiuriosi, calunniosi, pornografici verso le persone di cui si parla
    • - siano discriminatori o incitino alla violenza in termini razziali, di genere, di religione, di disabilità
    • - contengano offese all’autore di un articolo o alla testata in generale
    • - la firma sia palesemente una appropriazione di identità altrui (personaggi famosi o di Chiesa)
    • - quando sia offensivo o irrispettoso di un altro lettore o di un suo commento

    Ogni commento lascia la responsabilità individuale in capo a chi lo ha esteso. L’editore si riserva il diritto di cancellare i messaggi che, anche in seguito a una prima pubblicazione, appaiano  - a suo insindacabile giudizio - inaccettabili per la linea editoriale del sito o lesivi della dignità delle persone.
     
     
    Pubblicità
    Edicola San Paolo