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martedì 30 novembre 2021
 
 

Migranti: l'Europa non si smentisce mai

20/05/2015  Tutti pronti a offrire aerei e navi, nessuno a prendersi i migranti. La nuova missione EUNAVFOR Med nasce zoppa?

Federica Mogherini.
Federica Mogherini.

L'Unione Europea non si smentisce mai. Con una mano lancia l'operazione EUNAVFOR Med, con l'altra si affretta a pugnalarla alle spalle. A Bruxelles c'è la coda dei Paesi che vogliono offrire navi, aerei ed elicotteri alla missione ma che, appena usciti di lì, si affrettano a dire che loro no, i migranti mica li vogliono.

Purtroppo le due cose non possono essere scisse. Ecco perché. Federica Mogherini, alto rappresentante Ue per gli Affari esteri e la politica di sicurezza, parlando appunto di EUNAVFOR Med, ha ribadito alcuni concetti essenziali. Primo: sono escluse operazioni militari sul suolo della Libia. Secondo: dobbiamo "distruggere non le barche ma le organizzazioni dei trafficanti. Terzo: per eventuali "azioni di forza", occorre il beneplacito di una risoluzione del'Onu. In sostanza, si useranno mezzi militari, pronti anche alle maniere forti, ma solo in mare. E ovviamente, i migranti trovati eventualmente a bordo dei barconi saranno tratti in salvo e non respinti.

Ciò significa che il rispetto delle cosiddette "quote", e cioè la redistribuzione dei rifugiati in misura equa e ponderata nei 28 Paesi dell'Unione, è essenziale alla riuscita della missione. Se le quote saltassero, i rifugiati salvati in mare finirebbero con l'approdare comunque in Italia ed EUNAVFOR Med si ridurrebbe a essere una specie di versione potenziata di Triton, la missione che ci ha regalato il 15% di sbarchi in più rispetto alla tanto criticata (e tutta nostra) Mare Nostrum, nell'indifferenza più totale degli altri Paesi.

Il problema è che l'Ungheria ha già detto che di quote non vuol nemmeno sentir parlare, e come lei Repubblica Ceca, Paesi Baltici, Polonia, Slovacchia e Gran Bretagna. A ruota, la Francia ha detto che quella delle quote non è un'idea sua e neppur buona, e la Spagna già chiede di rivedere il sistema della redistribuzione dei profughi.

Per trovare un accordo c'è tempo più o meno un mese, fino al Consiglio europeo dei capi di Stato e di Governo che si terrà a Bruxelles il 25 e 26 giugno. Speriamo in bene. 




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