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venerdì 23 febbraio 2024
 
POLITICA E CUORE
 

Migranti, Mattarella in Sicilia: «Le regole di Dublino sono preistoria, fuori dalla realtà»

21/09/2023  Le parole del Capo dello Stato che insieme con il presidente tedesco Frank Walter Steinmeier, nell'isola per un incontro bilaterale, ha ascoltato le storie dei giovani profughi accolti a Piazza Armerina dall’associazione salesiana "Don Bosco 2000" da anni impegnata in progetti di accoglienza in Italia e di migrazione circolare in Africa

Accolto nel segno dei valori che ispirano la famiglia salesiana attraverso le testimonianze di giovani migranti oggi perfettamente integrati e protagonisti di progetti avviati tra l’Italia e l’Africa. Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e il Presidente della Repubblica Federale Tedesca Frank Walter Steinmeier a Piazza Armerina, in Sicilia, per un incontro bilaterale hanno fatto visita nella sede dell’associazione Don Bosco 2000, realtà che da oltre 10 anni accoglie i migranti sbarcati in Italia ed è impegnata su progetti di cooperazione circolare in Senegal e in Gambia.

Ad accogliere Mattarella davanti alla sede dell’associazione nel centro di Piazza Armerina sono due bambine, Maria e Isabel, una ucraina l’altra senegalese. Sono loro a donare un mazzo di rose alle due autorità, un gesto che racconta una delle tante storie di accoglienza dell’associazione salesiana che dall’inizio della guerra tra Ucraina e Russia ha visto i migranti africani accolti negli anni in Sicilia accogliere a loro volta le famiglie ucraine in fuga dal loro paese. Mattarella e Steinmeir hanno ascoltato le testimonianze di alcuni migranti, come quella di Rasheed Bello, nigeriano, 29 anni, oggi coinvolto nel progetto Beteya, un brand di moda portato avanti dall’associazione nei beni confiscati alla mafia per offrire una opportunità lavorativa a giovani africani e italiani. «Il tema migratorio – ha detto Mattarella in conferenza stampa - è un fenomeno globale. Abbiamo incontrato alcune esperienze messe in campo qui a piazza Armerina, non solo per accogliere i migranti che hanno attraversato sofferenze indicibili ma anche per integrarli incentivando programmi nei paesi d'origine per migliorare la loro vita nei loro paesi, dove resterebbero volentieri se non fossero spinti da fame, guerra, persecuzione e terrorismi. Abbiamo affrontato questi temi in concreto. Il nostro compito è quello di essere riferimento della comunità nazionale e formulare suggerimenti. Io credo che occorra di fronte ad un fenomeno così pensare in maniera adeguata: le regole di Dublino sono preistoria, era un altro mondo, non c'era una migrazione di massa, è come fare un salto in un'altra era storica. Sono una cosa fuori dalla realtà. Occorre invece uno sforzo insieme, prima che sia impossibile governare il fenomeno migratorio in modo da affrontarlo con nuove formule».

Uno dei progetti dell’associazione siciliana in Africa è nel villaggio di Veligara, nel cuore della Savana, nella regione di Tambacounda, in Senegal. Qui è stato inaugurato l’oratorio dedicato a Don Baldassare Meli, sacerdote salesiano palermitano che già dagli anni ’80 accoglieva nell’oratorio di Santa Chiara a Palermo i primi migranti che arrivavano in Italia. «Di solito in Italia chi fa accoglienza è osteggiato, il fatto che i due presidenti arrivano a casa nostra per dimostrarci solidarietà e affetto è un chiaro segnale che siamo sulla strada giusta» ha commentato Agostino Sella, presidente dell’associazione Don Bosco 2000.

Ai due presidenti sono state donate anche due statuette di Don Bosco oltre ad alcune creazioni stilistiche realizzati dai ragazzi coinvolti nel progetto Beteya.

 
 
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