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lunedì 15 agosto 2022
 
 

Milano, Vecchioni alla Casa della Carità

17/07/2013  Il cantautore è stato uno dei primi ospiti di “Regaliamoci speranza”, l’estate ricca di eventi e iniziative organizzate dal Centro di don Virginio Colmegna. Anche per trovare nuovi volontari e risorse. Perché la crisi colpisce anche chi fa solidarietà.

«Vi conosco da poco ma già vi voglio bene. Non esiste al mondo cosa più importante di una famiglia, e anche se purtroppo a volte capita di perdere la nostra è bello sapere che in posti come questi se ne possa trovare un’altra. Carità è una parola molto antica, significa grazia e amore; purtroppo molta gente sta perdendo di vista questi valori, inseguendo potere e ricchezza. Ma cosa c’è di più bello di chiacchierare con un amico, abbracciare la persona che si ama ed educare i propri figli impegnandosi affinché non debbano mai soffrire?».

È il saluto di Roberto Vecchioni agli ospiti della Casa della Carità di Milano, dove il 16 luglio il cantante ha cenato e suonato con i residenti e i volontari dell’istituzione milanese guidata da don Virginio Colmegna.

Un’accoglienza calorosa, quella riservata a Vecchioni. La presenza del musicista rientra nell’iniziativa lanciata dalla Casa della Carità denominata “Regaliamoci speranza”: durante luglio e agosto, la struttura di via Brambilla 10 si apre alla città per offrire serate culturali e momenti di aggregazione ai milanesi rimasti in città, ospitando vari personaggi del mondo dello spettacolo. Sarà sia un’occasione per offrire uno svago e riattivare delle reti sociali,  sia un modo per aiutare la Fondazione a mantenere viva la speranza di coloro che ogni giorno vi trovano un aiuto concreto.

Il refettorio della Casa era affollato dalle persone che vivono o lavorano lì quotidianamente, ma anche da molti spettatori venuti ad ascoltare il cantautore in un contesto decisamente diverso dal solito.

Dopo aver cenato alla mensa insieme a tutti i partecipanti all’evento, Vecchioni, accompagnato dalla sola chitarra, ha cantato alcuni dei suoi brani più noti: “Bandolero stanco”, “Le mie ragazze”, “Chiamami ancora amore”. La famosa “Samarcanda”, di cui tanti fra il pubblico conoscevano a memoria il testo e l'hanno cantata con lui. Per gli ospiti stranieri, forse è stata invece un'altra delle novità che il nuovo Paese in cui si ritrovano a vivere ha da offrire.

Prima di chiudere con la celeberrima “Luci a San Siro”, il cantautore ha letto una sua poesia su Milano e ha parlato del suo rapporto con la città natale, riflettendo su ciò che di bello vi si può trovare: «È vero, ogni tanto c’è un po’ di nebbia, ma l’ho sempre trovata bellissima. Se la osservi dall’alto ti accorgi anche che è piena di verde, e poi ha il suo centro storico, i Navigli: secondo me è una città romantica».

Sempre a proposito di Milano, Vecchioni ha voluto sfatare il mito della città “fredda”: «Vivo in questa città da 70 anni, da quando ero un “fiolet”, l’ho vista cambiare tante volte; è una città accogliente, lo è sempre stata, anche se forse una volta lo era un po’ di più. Non è vero che è arida, come sento dire ogni tanto: è semplicemente sincera e non fa promesse che sa di non poter mantenere».

Quanto a “Regaliamoci speranza”, le serate continuano: verranno organizzati momenti di festa, di riflessione e di spettacolo e di preghiera. Ci saranno Lella Costa e il Teatro Officina , ma anche serate di musica, dal rock all'etnica rom, tornei di carte e di biliardino, dibattiti sull'attualità, la santa Messa ogni giorno alle ore 17.30 con don Colmegna e le preghiere del Ramadan.

«Vogliamo alzare lo sguardo», spiega don Virginio Colmegna, «nonostante il momento sia difficile. «La nostra è una risposta alla crisi, una crisi che colpisce anche la nostra Fondazione. Vogliamo però reagire secondo il principio dell'eccedenza della carità, del quale Carlo Maria Martini ha voluto che fosse segnato il cammino della nostra realtà. E, infatti, proprio con il ricordo del Cardinale si concluderà la nostra estate, il 31 agosto, giorno del primo anniversario della sua scomparsa».

Per realizzare tutto questo, però, la Casa, in un momento economico difficile, ha bisogno di volontari e sostegno, ha sottolineato ancora don Colmegna. Per il volontariato è possibile contattare il numero 345.84.35.480 per concordare il proprio impegno e le proprie mansioni in base alle disponibilità e alle capacità di ciascuno. Per aiutare la Fondazione il sito è: www.casadellacarita.org/dona.

 
 
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