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giovedì 18 agosto 2022
 
Musica
 

Miloš: «I Beatles? Dei classici»

21/01/2016  Il giovane e amato chitarrista montenegrino rivista alcuni dei brani celebri del gruppo inglese insieme a un gruppo di solisti. «Io mi occupo di musica che dura nel tempo, quindi anche delle loro canzoni. Ho lavorato un anno al progetto, perché volevo che tutto fosse perfetto».

Le piace Brahms? Era il titolo di un film di successo del 1961, diventato una sorta di tormentone all’epoca. Parafrasando potremmo dire "Le piacciono i Beatles?” E le generazioni passate e presenti ci darebbero mille risposte diverse. Ma a chi i Beatles piacciono e sono sempre piaciuti ed a chi non piacciono ma voglio riscoprirli è dedicato un disco Mercury Classics (distribuzione Universal) che vede protagonista il più amato chitarrista del mondo: Miloš, che di cognome fa Karadaglić e che nella sola Gran Bretagna vende il 20% dei dischi dell’intero mercato.
 
Blackbird – The Beatles album non è un omaggio allo storico gruppo. E’ un meraviglioso viaggio che ci concedono Miloš, la sua chitarra magica e sensuale ed un gruppo di ospiti che lo accompagnano negli arrangiamenti di alcune delle più famose canzoni della storia: strumentisti, cantanti come Gregory Porter (Let it be) e Tori Amos (She’s leaving home), solisti come Steven Isserlis (Michelle).

Di passaggio a Milano per la presentazione del Cd Miloš ed in attesa di un tour nel nostro Paese ci ha detto a proposito di questo album: “È un passo importante in una direzione differente per me. C’è stata l’intenzione anche di dare un’idea diversa di come sono come artista, oltre al fatto che questo Cd nasce da una collaborazione con altri artisti. La chitarra si colloca a metà strada fra i generi musicali e, volendo scegliere una musica che rispettasse questa collocazione i Beatles erano la scelta perfetta. Oltre al fatto che i Beatles sono dei classici ormai, la loro musica rimane nel tempo, e noi musicisti classici siamo abituati a suonare musica che rimane nel tempo”.

Lei è giovane, ha 32 anni, come ha conosciuto i Beatles?
“Certo, io non sono proprio cresciuto con i Beatles. La prima volta che ho avuto a che fare con la loro musica è stata al Royal Academy di Londra (dove Miloš ha studiato trasferendosi dal Montenegro, ndr): il mio maestro mi ha proposto di suonare una versione di Yesterday curata da Tōru Takemitsu, il compositore giapponese. Io pensavo scherzasse. Ero lì per studiare musica molto seria, non le canzoni pop. Poi l’ho sentita e me ne sono innamorato”.

E’ stato un lavoro impegnativo?
“E’ da più di un anno che sono alle prese con questo progetto. E ci sono voluti 6 mesi per realizzarlo: perché per un disco come questo volevo che tutto fosse perfetto. Dovevo calarmi in ogni pezzo, comprenderlo, fare miei tutti gli arrangiamenti. Del resto io so bene come incidere un pezzo di musica classica, so come incidere Albéniz o Rodrigo, ma non sapevo come incidere i Beatles. E questo mi ha portato ad affrontare un’esperienza che mai avrei immaginato così ricca ed ad imparare molto”.



E cosa ha imparato?

“Per esempio a rilassarmi, e lasciare scorrere questa musica in modo libero. In una lunga sonata vi è un discorso che si sviluppa e si intuisce sempre che qualche cosa sta per succedere. Ma in 3 minuti di musica tutto è concentrato e bisogna portare con sé l’ascoltatore. E si capisce quanto una canzone sia complessa e semplice al tempo stesso. Non bisogna turbare questo equilibrio. Così non ho cercato di reinventare i Beatles, ma di suonarli per quello che sono”.

Avete inciso il disco nello studio 2 di Abbey Road, quello dei Beatles...
“Sì, abbiamo scelto lo storico studio perché tutti gli elementi fossero corretti, perché il suono fosse quello. E’ stata una emozione in più essere lì. E ne siamo orgogliosi. Del resto io sono un musicista classico, e corro il rischio con un progetto come questo che… la terra mi manchi sotto i piedi. Tutto doveva essere perfetto. Per divertirmi anche, ma per rimanere ad un livello veramente alto”.

Perché i Beatles continuano ad essere così amati?
“Credo che la loro musica sia incredibilmente versatile. Quasi ogni canzone è differente: ed ognuno può trovare la canzone che ama. Insomma, per me i Beatles rappresentano la libertà, ma anche la gioventù, anche se i giovani di oggi hanno pensieri diversi da quelli degli anni ’60. Ma li amano ancora”.

 
 
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