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venerdì 28 gennaio 2022
 
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Minori non accompagnati: il rischio è lo sfruttamento

29/07/2016  Esce il dossier di Save the children in occasione, il 30 luglio, della Giornata mondiale contro la tratta degli esseri umani. 11.608 i minori sbarcati nel primo semestre del 2016, il doppio rispetto allo scorso anno. Molti di loro sono coinvolti in attività illegali e nella prostituzione

Il 30 luglio si celebra la Giornata mondiale contro la tratta degli esseri umani. Per l’occasione Save the children ha presentato il Dossier 2016 “Piccoli schiavi invisibili – i minori vittime di tratta e sfruttamento: chi sono , da dove  vengono, chi lucra su di loro". In generale nel mondo sono 1 milione e 200mila le vittime dello sfruttamento, uno su cinque è un bambino o un adolescente. In Europa i dati parlano di 15.46 vittime, e in Italia le persone inserite in programmi di protezione sono  1.125 e il 7% di loro ha meno di 18 anni.
La maggior parte dei minori vittime di tratta non rientra in queste statistiche: si tratta infatti dei minori non accompagnati  che sono spesso solo in transito e non posso essere facilmente identificati. Le stime parlano per il primo semestre del 2016 di 11.608 minori (dei quali il 90 % non accompagnati) giunti sulle nostre coste in fuga da guerre fame e violenze. Oltre il doppio di quelli arrivati nello stesso periodo del 2015. Il rischio, per questi minori, è quello dello sfruttamento sia nelle attività illegali sia nella prostituzione, come accade per ragazze rumene e di altri paesi dell’Est e nigeriane. In particolare sono state registrate 3.529 donne nigeriane, tutte molto giovani  tra cui 814 minori non accompagnate con un incremento del 500%  tra il 2014 e il 2015. Secondo le testimonianze raccolte da Save the children  le ragazze vengono adescate da conoscenti o familiari e costrette a un giuramento  dello Juju o del voodoo con cui si impegnano a restituire al loro sfruttatore un debito che si aggira tra i 20.000 e i 50.000 euro se non vogliono che ci siano ritorsioni su loro stesse o sulla loro famiglia.  Il debito tende ad aumentare perché in esso finisce anche il costo per l’affitto dell’alloggio, del marciapiede in cui esercitano la prostituzione e le “multe" che vengono imposte in caso anche di piccole ribellioni. Le loro condizioni sono terribili, sono costrette a rapporti non protetti con rischio di gravidanze interrotte dall’aborto o di malattie.

Sempre più piccoli i minori di origine egiziana, che hanno spesso solo 12 e 13 anni, dopo un viaggio che dura dai 7 ai 15 giorni , e che può costare parecchie migliaia di euro dopo essere sbarcati sulle coste si allontanano dai centri di prima accoglienza per raggiungere  le grandi città. Alcuni  vengono inseriti  nelle comunità, per altri si aprono le porte dello sfruttamento.  In pizzerie, panifici, mercati ortofrutticoli. Vengono pagati pochissimi euro e talvolta vengono coinvolti nello spaccio di stupefacenti.
Tra i minori più a rischio di abuso e sfruttamento ci sono quelli in transito per raggiungere i paesi del Nord Europa. La maggior parte di essi sono eritrei e somali. Già durante il loro lungo viaggio hanno dovuto subire torture e violenze  e qui in Italia, anche per la necessità di trovare i soldi per pagare i trafficanti che li porteranno oltrefrontiera,  continuano a essere sfruttati e abusati.
«Finalmente è stato approvato il primo Piano nazionale d’azione contro la tratta e il grave sfruttamento degli esseri umani», afferma Raffaele Milano, direttore dei programmi Italia-Europa di Save the Children. «Per prevenire i rischi di sfruttamento chiediamo inoltre al Parlamento di approvare il disegno di legge sul sistema nazionale di accoglienza e protezione dei minori stranieri non accompagnati che ha ripreso il suo iter alla commissione Affari costituzionali della Camera. Un sistema di protezione organico e diffuso su tutto il territorio nazionale, può rappresentare una risposta concreta per ridurre i rischi di tratta e sfruttamento per i minori in arrivo».

 
 
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