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mercoledì 19 gennaio 2022
 
Gelosia
 

«Mio figlio ricoverato in ospedale preferiva stare con il papà medico»

17/08/2020 

Mio marito è medico, il mio bambino doveva essere operato, lui in ospedale gli è stato addosso tre giorni e due notti, senza dare spazio a me, sua madre. Non mi ha lasciato mai sola con lui e il bambino diceva: «Voglio te papà!». E io chi sono? Perché non ho avuto spazio? Adesso che il figlio è a casa, io mi sento rabbiosa verso di lui, anche se con la testa so che non è colpa sua, è colpa di mio marito che, con la scusa che è medico, si crede legittimato a mettermi in disparte!

UNA MAMMA

Leggendo la tua lettera, cara innominata mamma, mi viene da pensare: com’è che per amare un figlio bisogna “spartirselo”? Scusa la durezza di questa mia reazione, è solo che vorrei mettere in guardia tanti genitori – con tante buonissime intenzioni – dal pretendere un riconoscimento come madre o come padre che esita nello spartirsi il figlio. Cerco di riassumere la situazione che mi proponi: un padre pediatra e un piccolo figlio ricoverato in ospedale; un padre accudente, tenerissimo, anzi: guardiano del figlio, perché non gli succeda alcun male. E tu muori di gelosia: «il mio bambino», come dici tu, non ha chiesto della sua mamma! Perché? Tu non hai dubbi: la cura del padre te lo ha sottratto. Tant’è che lui non ti ha mai lasciata sola con lui (quindi c’eri!) e il bambino in tua presenza reclamava il papà. Tu pensi che ti sia stato sottratto, che non sei stata riconosciuta nel tuo valore di madre e – nella tua sincerità – ora ammetti di essere “rabbiosa” con il tuo bambino a casa, anche se riconosci che non è colpa sua! La tua lettera, cara mamma (titolo che nessuno ti può rubare) può essere d’aiuto a molti genitori perché capiscano che “spartirsi il figlio” è un grave danno per il figlio che credono di amare. Un genitore generoso impara ad amare il figlio anche attraverso l’altro genitore; nel concreto: quando tuo marito pediatra era lì incollato al vostro bambino, era lì anche per te. Se tu potessi dire al tuo bambino: «Guarda che bravissimo papà che hai! Quando c’è lui, ci sono anch’io; anzi, vado a preparare a questo papà i dolci che gli piacciono, per ringraziarlo del suo amore per te». Un figlio che si sente dire parole come queste, è un figlio fortunato, cioè non diviso: perché sa che se ha il papà, ha anche la mamma, e se ha la mamma ha anche il papà! Se impariamo a dire: «il nostro bambino», gli facciamo un regalo grandissimo, al di là dei torti che un genitore può fare all’altro genitore!

 
 
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