Sono una mamma abbastanza allergica alle dinamiche dei social. Non mi piace vedere come noi genitori mettiamo in mostra i nostri figli nei nostri social. Mi sembra una gara che li rende concorrenti di un torneo al quale non hanno chiesto di essere iscritti. Al tempo stesso, questa messa in mostra dei nostri figli mi pare un modo con cui entriamo silenziosamente in competizione tra noi genitori. “Guarda il mio come è bello” “Osserva quanto è bravo!” “Sono il genitore di un grande campione”. Mi sembra questo il testo silenzioso di molte immagini postate sui social. Mi chiedo perché noi genitori abbiamo il bisogno di mettere in vetrina i nostri figli. Mio marito ogni tanto pubblica le nostre foto di famiglia. E questo suo modo di fare spesso ci ha fatto litigare. Dice che sono un’esagerata, che non c’è niente di male a far vedere al mondo quanto è bella la nostra famiglia. Sentire che anche lui prova questo bisogno di postare momenti intimi mi fa sentire sbagliata. Eppure credo di avere anche io qualche ragione. Può approfondire il tema?
MARTA
Cara Marta, quello di cui parli tu negli ultimi mesi è stato spesso al centro dell’analisi dei media, tanto che gli esperti hanno coniato un termine per descrivere questo fenomeno, che si chiama “sharenting”, che deriva dall’unione tra “sharing” e “parenting” e indica l’abitudine che gli adulti hanno di postare on line materiale sui loro figli, testimoniando con foto e video ogni piccola cosa che appartiene alla nostra vita privata e intima. Raccontarsi dentro ai social è una tentazione della famiglia moderna e, come descrivi bene tu nella tua lettera, nasconde anche quella che io definirei come “fragilità narcisistica”. Ovvero, a volte, per sentirci all’altezza del nostro ruolo di genitori ne mostriamo agli altri le immagini più fulgide, così da ottenerne l’approvazione. Se ci pensi bene, in questo meccanismo si nasconde una percezione di inadeguatezza.E in effetti, noi genitori moderni siamo spesso in competizione: vorremmo sempre essere mamme e papà di figli numero uno. Quindi, mostrarli al mondo con una medaglia al collo o mentre stanno dando il meglio di sé in una gara ci dà la percezione che siamo i migliori. Non dobbiamo inoltre dimenticare che condividere le foto dei nostri figli nasconde anche dei rischi e degli effetti indesiderati di cui dobbiamo essere consapevoli. Lo racconta molte bene il libro: Sharenting. Genitori e rischi della sovraesposizione dei figli online di Gianluigi Bonanomi (Ed. Mondadori Università), dedicato all’uso irresponsabile che a volte noi adulti facciamo dei nostri social. Gli effetti indesiderati associati allo sharenting, oltre alla violazione della privacy di cui noi adulti dovremmo essere i principali garanti verso i minori, sono il cyberbullismo, l’adescamento on line e il furto d’identità.