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Molinari-Cincotti, coppia swing

07/11/2011  Nel suo terzo album, "Tua", la cantautrice e interprete jazz ha voluto al suo fianco il celebre pianista e compositore italoamericano, che duetta con lei in alcuni brani.

A vederli fianco a fianco sul palcoscenico, Simona Molinari e Peter Cincotti sono una coppia - artistica, s'intende - affiatata e in perfetta sintonia. Lei, 28enne aquilana (ma nata a Napoli), voce jazz limpida e raffinata, è una cantautrice di grande talento e fine sensibilità artistica; lui, newyorchese con origini italiane nato (come lei) nel 1983, è un pianista e compositore vivace e versatile, performer di classe dallo stile retrò, amante dei classici dello swing.







Nel suo nuovo album intitolato Tua - raccolta di undici brani tra composizioni originali e cover, come quella che dà il titolo all'album -, Simona Molinari ha voluto che ci fosse l'impronta vocale e pianistica di Cincotti: fra i duetti del disco, particolarmente piacevole è quello di In cerca di te, rivisitazione moderna di un motivo swing del 1945 più famoso col titolo Solo me ne vo per la città. Cincotti ha inoltre composto la musica di Always watching you, blues romantico, arricchito dall'armonica di Giuseppe Milici.

In questo disco, il terzo della sua carriera, cominciata nel 2009 fra le Nuove proposte del Festival di Sanremo con il brano jazz Egocentrica, la Molinari spazia tra diversi stili e suggestioni musicali, dalla leggerezza dello swing - riletto in chiave elettronica - alla malinconia struggente della canzone tradizionale partenopea (con Maruzzella, cover del celeberrimo brano di Renato Carosone ed Enzo Bonagura) passando per le melodie più intimiste e romantiche. Una sorta di viaggio musicale e sentimentale, per la cantautrice. Ma anche, come lei stessa ammette, un'aperta dichiarazione d'amore verso la sua terra, l'Italia, cantata con un pizzico di tristezza. A dicembre la Molinari partirà per un nuovo tour in Estremo Oriente (dopo i successi ottenuti in Asia tra il 2010 e il 2011). L'intenso rapporto della Molinari con la scena musicale asiatica le ha regalato una nuova collaborazione artistica: quella con Danny Diaz, jazzista di Hong Kong, che nel brano Forse duetta simpaticamente con lei. Abbiamo incontrato Simona Molinari a Milano insieme a Peter Cincotti per un'intervista, per così dire, "di coppia".          

Simona, come nasce la collaborazione fra te e Peter Cincotti?
«Conosco Peter come musicista da tanti anni, lo seguo e lo ammiro da tempo. E nella mia testa una collaborazione canora e pianistica con lui sarebbe stata perfetta. Il mio produttore artistico, Carlo Avarello, e la Warner mi hanno preso sul serio, hanno provato a proporlo a Peter e lui ha accettato. Ne sono felicissima».

L'album contiene un testo poetico dedicato all'Italia, Fra la lotta e la resa, che poi diventa una canzone, Povera piccola Italia (entrambi scritti con Dado Moroni). Come mai hai pensato a questi brani?
«Girando per il mondo mi sono resa conto di quanto io sia innamorata della mia terra, di tutto ciò che abbiamo e che a volte valorizziamo poco. L'immagine di noi che più spesso arriva all'estero è spaghetti, pizza, vino e mandolino. Ma l'Italia è molto di più; l'Italia è la sua gente, le sue risorse umane. Una ricchezza che, poi, all'estero viene da tutti riconosciuta, perchè gli italiani nel mondo si danno da fare, si fanno valere, sono il nostro orgoglio».

Insomma, non sei una indignata...
«Il mio è un messaggio di speranza: cerchiamo di vedere le cose belle dell'Italia, per ricominciare e andare avanti». 

Peter, in questo disco, oltre che in inglese, canti in italiano...
«Sì, è vero, mi ci è voluto davvero tanto tempo per imparare! Ma Simona ha avuto tanta pazienza con me... Chissà, magari sarà la volta buona che riesca a imparare l'italiano, viste le mie radici italiane!».

Dopo l'album East of angel town, uscito nel 2007, ora stai lavorando a un nuovo disco. Come mai hai lasciato passare così tanto tempo prima di un nuovo progetto discografico?
«In parte perché East of angel town è uscito prima in Europa, successivamente negli Stati Uniti. Così, dopo la tournée europea, per diverso tempo sono stato impegnato in un tour in America. L'altra motivazione è che negli ultimi anni mi sono messo a scrivere tantissimo, ho composto tanti brani e volevo essere sicuro di scegliere quelli giusti e di portare avanti il lavoro che davvero corrispondeva ai miei desideri. Sono molto emozionato perché finalmente l'estate scorsa abbiamo finito la registrazione, un lavoro molto complesso, e il disco uscirà a primavera del 2012».

Simona, qual è una qualità di Peter che ammiri?
«La sua capacità di fondere generi musicali diversi in maniera sublime. Adoro come suona il pianoforte; e poi le melodie che sa creare: così belle da sembrare vocali».

E tu, Peter, cosa apprezzi di Simona in particolare?
«Non so cos'abbia detto lei di me... Ma di Simona mi piace molto il suo modo di concepire un album nella sua interezza. Mi piace il fatto che i suoi dischi uniscono sempre influenze artistiche e stili musicali differenti. Inoltre, ammiro il fatto che, quando scrive, riesce a dare ai suoi soggetti un carattere di unicità».

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