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Guarigione miracolosa
 
Credere

Molly Birnbaum: credere è respirare il profumo di Dio

17/01/2019  L’avvincente storia della giovane statunitense che a 20 anni perse l’olfatto. «Caddi in depressione ma poi mi resi conto che c’era una fragranza che non mi aveva abbandonata, quella dello Spirito. E da quel giorno cambiò tutto»

Beffa della sorte. Molly Birnbaum è una giovane americana di Brookline che vedeva il suo futuro tra i fornelli. Voleva diventare chef, una professione per la quale gli odori sono fondamentali. Poi, nell’estate del 2005, a soli 20 anni, la sua vita è cambiata del tutto, a causa di un drammatico incidente che le ha tolto la capacità olfattiva. Molly è diventata anosmica. «Stavo facendo jogging come ogni mattina prima di andare all’istituto alberghiero che frequentavo con l’obiettivo di diventare chef. Un’auto mi prese in pieno e, in un solo attimo, tutto è cambiato. Anche se quel giorno Dio non mi ha voluto con sé, ha messo a dura prova la mia forza di volontà», racconta oggi Molly. Il colpo le fratturò il cranio, spezzandole i nervi olfattivi e privandola totalmente della capacità di sentire gli odori e di percepire i gusti.

«Persi completamente il piacere di assaporare gli aromi della vita, perché le funzionalità del mio olfatto si erano spente del tutto. Sentivo però costantemente uno strano profumo, che non riuscivo ad allontanare dalle mie narici. Era come se percepissi l’odore del mio cervello, un aroma fantasma che i medici tentavano di spiegare come un’esperienza sensoriale tipica di chi è anosmico, molto simile alla sindrome dell’arto fantasma che colpisce i pazienti amputati».

UN SOGNO INTERROTTO

Quel profumo irreale proveniva dalla mente di Molly, da un cervello probabilmente “disorientato” dalla mancanza di olfatto. L’odore sconosciuto iniziò ad accompagnarla durante le normali attività della vita quotidiana, tanto da diventare il suo segnale di vita.

A causa dell’incidente, la giovane aspirante chef fu costretta a ritirarsi dalla frequentazione dell’istituto di cucina e a rinunciare per sempre alle sue ambizioni culinarie. «Perdere l’olfatto è stato devastante, specialmente in quel momento della mia vita. Ero carica di sogni e aspettative per il mio futuro e sapevo quanto fosse importante l’olfatto per uno chef. Mi resi conto come l’odorato condizionasse la mia vita in ogni aspetto», continua Molly.

Si sentiva derubata dal sogno di cucinare per gli altri, di gustare i cibi preparati con passione, di respirare le fragranze delle spezie provenienti da ogni parte del mondo. «Dovetti ritirarmi dai corsi di cucina cadendo in una totale depressione. A rendere tutto più difficile fu quando il cibo divenne a un tratto cattivo. Cancellare dall’esistenza il profumo del caffè, l’odore della pioggia o la puzza di gas diventa un trauma che ti sconvolge l’esistenza, che mette in moto tante paure inconsce in una vita diventata improvvisamente vuota. Mi sentivo di aver perso la voglia di guardare al futuro».

Senza odori Molly iniziò a vedere affievolirsi la forza dei suoi ricordi. «Non riuscivo più a estrapolare dalla memoria il ricordo dei profumi di quand’ero bambina, delle stanze, dei piatti che mi piacevano  e persino delle persone care, odori a contorno degli eventi “registrati” dal mio cervello. La camera da letto dove dormivo aveva un profumo inconfondibile, che iniziai però a dimenticare», racconta Molly.

CON DIO NULLA È PERSO

  

Persino perdere la capacità di sentire le puzze la rese vulnerabile, «perché, per esempio, non mi sarei accorta se qualcosa stesse bruciando nel mio appartamento, in quanto non percepivo il fumo, né sapevo se i miei vestiti fosero puliti».

Ma non poteva essere la fine. Iniziò così un lungo e complesso percorso terapeutico, ma ad aiutare Molly a riemergere dalla depressione è stata prima di tutto la fede. «Quando si soffre per la propria condizione», spiega Molly, «vuol dire che l’anima non è ancora piena di Dio. Io non mi sono arresa. In otto anni ho incontrato scienziati ma anche tanti profumieri, come Christophe Laudamiel, ideatore di una nota fragranza. Ho partecipato a laboratori di profumi e di cucina, nonostante il mio naso non funzionasse più. Ho continuato soprattutto a credere fermamente».

Quell’esperienza doveva avere un altro significato, il cammino lungo il quale Dio l’aveva condotta. «Dovevo svegliarmi da quel sonno in cui ero caduta e poi c’era quell’odore irreale, il profumo di Dio, che aveva deciso di non abbandonarmi. Per me diventò il mio punto di riferimento. Poi un giorno qualcosa nella mia vita è iniziato a cambiare».

A un certo punto, l’olfatto si è straordinariamente riacceso e Molly ha ricominciato a sentire gli straordinari odori del mondo. «Stavo aiutando mia madre a preparare la cena. Mentre tagliuzzavo un rametto di rosmarino fresco. Improvvisamente il suo profumo mi investì in pieno da non so dove. Ho potuto ricominciare anche a cucinare. Tutto è accaduto inaspettatamente».

Da quel giorno Molly è rinata. «Iniziai a diventare molto curiosa, la fede non mi aveva abbandonato, dandomi la forza per continuare a sperare che nulla è perso. Ma dovevo capire quello che era accaduto nel mio cervello».

Molly decise di frequentare i laboratori dei profumi nel New Jersey, per riprendersi ciò che per anni aveva perso, ogni tipo di fragranza, ogni gusto. «Giunsi perfino a recarmi in una scuola per profumieri in Francia e lì venni visitata dal neurologo Oliver Sacks, per cercare un motivo scientifico della mia guarigione, con l’obiettivo di rieducare il mio cervello a percepire i profumi, ma soprattutto per capire se il ritorno dell’olfatto fosse definitivo».

Guarire dall’anosmia è possibile e la presenza di quel profumo irreale ha aiutato Molly a non arrendersi. Credere è respirare la fragranza di Dio con un olfatto spirituale, ma anche farne un respiro personale. D’altra parte, ogni uomo ha un odore speciale che lo distingue, un proprio passaporto olfattivo e questo senso primitivo e grezzo è però anche così intimo.

IL LIMITE DIVENTA FORZA

Il viaggio di Molly verso il recupero dell’odorato, vissuto con forza e umiltà, l’ha aiutata a ritrovare se stessa. «Quest’esperienza mi ha donato una rinnovata gratitudine e meraviglia per Dio», spiega Molly, che non ha potuto portare a termine il suo sogno di bambina ma che ha fatto del suo limite la vera forza.

Oggi, Molly Birnbaum è una famosa blogger culinaria e il suo sito My madeleine (mollysmadeleine.blogspot.com) è visitato da milioni di amanti del gusto. Lavora come caporedattrice dell’America’s Test Kitchen Kids, un programma educativo per avvicinare i bambini ai nuovi sapori, stimolando in loro la curiosità di assaggiare e apprezzare il buon cibo. «Amo stare ai fornelli anche se non sono  riuscita a diventare uno chef professionista».

Molly ha deciso di far conoscere la storia della sua vita privata di un senso in un libro che ha intitolato Una stagione da gustare (Season to taste). «Ho vissuto questi anni senza perdere la fiducia in Dio, che mi ha permesso di trovare la mia strada. Poi, ho avuto il regalo più grande, ho riscoperto le vecchie essenze e oggi, sono sempre alla ricerca di nuove. Sono felice di essere tornata ad assaporare gli odori buoni e cattivi che danno valore alla vita».

LA PAROLA CHIAVE. ANOSMIA

  

L’anosmia è la perdita totale della capacità di percepire gli odori. Anche il cantante degli Inxs, Michael Hutchence, ne soffre, mentre tra i personaggi del passato che hanno avuto questa malattia c’è il poeta William Wordsworth. Come sottolinea però il professor Tim Jacob della Cardiff University, «il numero stimato degli anosmici è probabilmente molto impreciso, perché la maggior parte delle persone cercano di arrangiarsi senza mai parlare della loro malattia. E numerosi anosmici congeniti affermano di non essersi mai resi conto di non avere alcun senso dell’odorato fino a quando sono diventati adolescenti».

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