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venerdì 03 dicembre 2021
 
 

Monaco, al via l'incontro della pace

11/09/2011  Nel capoluogo bavarese è iniziato con grande aspettative il 25° incontro internazionale della pace promosso dalla Comunità di Sant'Egidio.

Il momento finale della commemorazione in Marstallplatz con i bambini sul palco a cantare l'inno della pace.
Il momento finale della commemorazione in Marstallplatz con i bambini sul palco a cantare l'inno della pace.

Grande commozione questo pomeriggio a Monaco di Baviera all’apertura ufficiale del 25° Incontro mondiale di preghiera organizzato, come tradizione, dalla Comunità di Sant’Egidio. Il titolo dell’edizione di quest’anno, Bound to live toghether, invita tutti nell’epoca della globalizzazione, e in primis gli esponenti delle principali religioni del mondo, a ripensare i modelli di convivenza, a trovare nuove forme di dialogo, a opporsi con tutte le forze alle potenze di morte che stanno portando dovunque, anche in questi ultimi giorni, il loro seme di morte. Clima che non ha mancato di influenzare le misure di sicurezza intorno all’evento: ingenti forze di polizia sono state spiegate quest’oggi a Monaco per paura di attentati (è di ieri la notizia dell’arresto di due potenziali terroristi di origine musulmana a Berlino).

 In contemporanea alla commemorazione di New York a Ground Zero, nel primo pomeriggio si è svolta a Marstallplatz un incontro analogo di riflessione e ricordo delle tante vittime delle Trri Gemelle. Fra gli ospiti presenti  - molti dei quali appartenenti a diverse religioni mondiali e a tutte le confessioni cristiane - il Presidente della Repubblica Federale tedesca, Christian Wulff, il fondatore della comunità di Sant’Egidio, Andrea Riccardi, e il padrone di casa, il cardinale arcivescovo di Monaco-Fisinga Reinhard Marx. Il rito del fumo per ricordare le tante vittime di questi anni causate dalla cieca violenza dell’uomo, due testimonianze registrate di parenti delle vittime di New York, struggenti canti in forma di lamentazione nelle varie tradizioni religiose e il canto finale, un vero inno alla speranza, di una trentina di bambini e ragazzi di una scuola di canto del capoluogo bavarese, hanno animato, tra la commozione generale, l’incontro.

Nel suo breve discorso tenuto subito prima dal cardinal Reinhard Marx, il prelato ha ricordato come questi dieci anni dall’attentato di New York non sono riusciti a curare le ferite causate da quell’immane avvenimento. «Guerre e violenze che chiamano altre violenze sembrano non aver fine», ha lamentato Marx. «Gli attentati avevano due scopi, il primo era la massima distruzione possibile, la massima uccisione possibile di vite umane, il mettere in scena immagini dell’orrore e della paura; il secondo era quello di spingere i popoli, in particolare quelli occidentali, nella logica della violenza e del terrore». «Ma», ha aggiunto il cardinale, «la nostra risposta deve essere più grande, più onnicomprensiva, più profonda. Gli Usa, i popoli occidentali e l’intera comunità mondiale devono andare oltre la difesa diretta e trovare nuove risposte per la pace e il vivere comune in un mondo globale dove differenti culture, religioni e convinzioni possono e devono trovare posto ma ho la sensazione che questo ultimo decennio sia stato in questo senso perso: dobbiamo imparare di nuovo a costruire un mondo che abbia un futuro e questo potrà essere solo in un ordine della giustizia, della solidarietà, ricostituendo le forze della riconciliazione, della pace e del vivere insieme». L’auspicio finale del vescovo di Monaco è che queste risposte vengano proprio dal meeting che sta avendo luogo nella sua città.

 
 
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