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lunedì 15 agosto 2022
 
 

Mons. Galantino: «Ignorati i diritti dei più deboli»

11/06/2014  Per il segretario generale della Cei «nessuno di noi è padrone di nessuno e nemmeno i genitori sono padroni dei loro figli». E spiega: «C'è un eclatante contraddizione tra chi proclama libertà, rispetto, diritti e poi non riconosce con chiarezza i diritti proprio di quegli esseri che non hanno possibilità di esprimersi»

«Nessuno di noi è padrone di nessuno e nemmeno i genitori sono padroni dei loro figli». Questo il commento del segretario generale della Cei, mons. Nunzio Galantino, sulle motivazioni della sentenza della Corte Costituzionale che ha dato il via libera alla fecondazione eterologa.
Per Galantino c'è una «contraddizione» se si parla di «rispetto» e poi non si garantiscono proprio «i più deboli» e anche una «ideologizzazione senza limiti per la quale non si guarda alle ragioni del cuore. Quello che secondo me si sta stravolgendo» è il giusto rapporto tra gli esseri umani.

«C'è», ha aggiunto, «un eclatante contraddizione tra chi proclama libertà, rispetto, diritti e poi non riconosce con chiarezza i diritti proprio di quegli esseri che non hanno possibilità di esprimersi» come nel caso dei figli procreati attraverso la fecondazione eterologa.

 
 
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