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testimonianza di fede
 

Mons. Pichierri e don Mellone, un incontro di carità e amore fraterno

29/07/2017  Per volere dell'arcivescovo di Trani, scomparso il 26 luglio, Salvatore Mellone, seminarista di Barletta malato terminale di cancro, è stato ordinato sacerdote il 16 aprile del 2015, prima di concludere il regolare percorso formativo. Don Salvatore è morto il 29 giugno 2015, dopo 74 giorni di servizio ministeriale.

C’è un filo ideale di fede e di amore fraterno che lega monsignor Giovanni Battista Pichierri, l’arcivescovo di Trani, scomparso improvvisamente all’età di 74 anni, a don Salvatore Mellone il seminarista di Barletta che venne ordinato sacerdote il 16 aprile 2015 nella fase terminale della sua grave malattia. Il cuore grande, il tratto caritatevole dei loro gesti, la delicatezza dell’animo come testimonianza spirituale indissolubile. Monsignor Pichierri e don Salvatore entrarono subito in sintonia: da una parte l’esperienza di una intensa attività pastorale e di santificazione, dall’altra l’entusiasmo di un giovane che pur maturando la sua vocazione in età adulta, a 34 anni, era animato da una profonda spiritualità e da quella forte volontà di identificarsi in Nostro Signore Gesù.

 

Durante il cammino di formazione nel Pontificio Seminario di Molfetta, don Salvatore nel giugno 2014 scoprì di essersi ammalato di un tumore all’esofago. Fu allora che con l’aggravarsi delle condizioni di salute manifestò all’arcivescovo Pichierri e al suo parroco don Ruggiero Caporusso il desiderio di essere ordinato presbitero prima della conclusione del suo iter formativo. «La malattia si è aggravata e mi ha chiesto il discernimento vocazionale», disse allora mons. Giovanni Battista Pichierri, «ha voluto essere con Cristo nel sacerdozio attraverso la semplicità e l’umiltà. Il suo è un messaggio profondo di carità cristiana: pregare per gli ammalati, per i sofferenti, per chi è solo».

 

L’ordinazione fu possibile in tempi rapidissimi, proprio per volere dell’arcivescovo di Trani dopo aver ottenuto il beneplacito dalla Congregazione del clero. E a seguito di un oculato discernimento svolto dal prelato, dai responsabili del seminario di Molfetta, sentito il parere della Santa Sede, l’ipotesi di ordinazione presbiterale diventò realtà il 16 aprile 2015: "Le motivazioni di Salvatore", come venne evidenziato in una nota congiunta dell’Arcidiocesi di Trani-Barletta-Bisceglie e del Pontificio Seminario Regionale di Molfetta, "non si possono ridurre semplicemente ad un desiderio personale di diventare presbitero, ma sono sostenute e avvalorate da un attento discernimento sulla chiamata, che ha sentito confermata in sé, anche nei momenti della malattia. Le motivazioni che hanno portato mons. Pichierri ad ordinarlo, sono state: il coronamento di un cammino serio e coerente, anche nella malattia, e l’edificazione del popolo di Dio e dei sacerdoti e seminaristi, che può venire da questa particolare testimonianza vocazionale". La storia di don Salvatore commosse l’Italia, in particolar modo papa Francesco che alla vigilia dell’ordinazione sacerdotale con una telefonata inaspettata lo chiamò per rincuorarlo e chiedergli la sua prima benedizione da presbitero.

 

Don Salvatore Mellone morì il 29 giugno 2015, dopo 74 giorni di servizio ministeriale svolto all’interno della sua casa a Barletta, divenuta l’altare della misericordia, assistito dalle amorevoli cure di mamma Filomena, di papà Giuseppe e della sorella Adele. Lasciò come eredità spirituale quarantuno omelie da lui pronunziate quando le condizioni fisiche ancora lo permettevano. Quel testamento così profondo e aulico convinse mons. Pichierri, grazie anche all’impegno e al lavoro del Comitato redazionale scritti e testimonianze “don Salvatore Mellone”, a realizzare una pubblicazione dal titolo Lasciamo spazio a Dio. Omelie tratte dalla liturgia di una vita eucaristica”.

 

«Sono una grande occasione per meditare sul tesoro della parola di Dio che Salvatore custodiva nel cuore come Maria, la madre del Signore Gesù e nostra», dichiarò l’arcivescovo. «Questa pubblicazione vuole proporre una figura luminosa come cifra di una radicale libertà interiore foriera, nonostante le condizioni esterne coartanti, di grandi scelte apportatrici di frutti per una civiltà dell’amore». Ad ottobre monsignor Giovanni Battista Pichierri avrebbe ricevuto la Palma d’oro per la Pace di Assisi dalla Confederazione Internazionale dei Cavalieri Crociati per la donazione della chiesa di Santa Maria di Scolanova alla comunità ebraica tranese. La cerimonia di consegna del premio verrà organizzata in sua memoria.

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