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lunedì 08 marzo 2021
 
lettera di inizio anno
 

Monsignor Caiazzo: "Non vi auguro di trovare una 'sistemazione', ma di dare senso alla vostra vita"

02/01/2021  Nel messaggio rivolto ai giovani della sua diocesi l'arcivescovo di Matera-Irsina ha preso spunto dalla canzone di Fiorella Mannoia "Padroni di niente". Ai ragazzi ha lanciato un invito: "Se mi incontrate per strada e desiderate parlarmi, avvicinatevi. Se volete venire a trovarmi, sapete dove abito". E ha aggiunto: "Questo tempo così lungo, di pandemia, ci ha fatto capire che dobbiamo lavorare per una società completamente nuova”.

(Foto: monsignor Caiazzo, in piedi al centro, con un gruppo di giovani della diocesi)

Parte da un brano recente di Fiorella Mannoia l’arcivescovo di Matera-Irsina, monsignor Giuseppe Caiazzo, per rivolgersi, all’inizio dell’anno ai giovani della sua diocesi . E’ il brano Padroni di niente che dà il titolo al nuovo disco della cantante. “La trovo davvero meravigliosa” scrive il presule, “veniamo da un anno difficile, pieno di restrizioni, di sofferenze, privazioni, paure e desiderio di libertà. Malgrado ciò, all’inizio di questo nuovo anno ci rendiamo conto che siamo tutti più ricchi perché abbiamo imparato molto dalla vita. Vita che ci ha chiesto di essere accolta, apprezzata, vissuta, riempita di contenuti”. Siamo anche “tutti più poveri dal punto di vista economico”, ma “abbiamo imparato che nella vita bisogna guardare ciò che è oltre le cose visibili, quelle che lasciano il segno”, sottolinea monsignor Caiazzo citando poi le parole del brano: “Passa è certo che passa l'uomo cammina e lascia la sua traccia costruisce muri sopra gli orizzonti stabilisce confini, le leggi, le sorti sbaglia, sbaglia chi non cambia chi genera paura, chi alimenta rabbia la convinzione che non cambierà mai niente è solo un pensiero che inquina la mente”. 

L’invito del presule è quello di “spogliarci di tante illusioni e rivestirci di altrettante speranze”, scrive sottolineando da “pastore”, “padre”, credente” che abbiamo tutti bisogno di “guardare verso l’Altro, l’invisibile che si è reso visibile: Gesù Cristo!”. Mannoia canta: “sarà che quando penso di voler cambiare il mondo poi succede che è lui che invece cambia me e poi e poi e poi sarà che quando sento di voler salvare il mondo poi succede che è lui che invece salva me”. Gesù, per monsignor Caiazzo,  ha “sposato la nostra vita: è lui che è pazzamente innamorato di ognuno di noi. E’ lui che ha assunto la nostra natura umana. Ci vuole rivestire della sua divinità. Se coglieremo questo, probabilmente anche noi, rivolgendoci a lui, diremo: è lui che invece salva me”.

L’arcivescovo di Matera-Irsina ha deciso di inviare mensilmente ai giovani un pensiero. Non ha ancora deciso la modalità di questo messaggio ma ne sta riflettendo insieme agli uffici diocesani di Pastorale giovanile e universitaria. “Non vi auguro che quest’anno sia migliore di quello appena terminato. Non vi auguro di trovare una ‘sistemazione’. Non vi auguro di essere promossi. Non vi auguro di incontrare l’amore… Auguri in sé importanti ma …. vi auguro di dare senso alla vostra vita, di riempire i vuoti attorno a voi e forse anche in voi. Vi auguro, con S. Giovanni Paolo II, ‘prendete la vostra vita in mano e fatene un capolavoro’”, ha scritto dopo aver racconto della sua esperienza giovanile quando veniva “travolto” dall’onda contestatrice e rivoluzionaria del 1968.

Da allora ne è passato di tempo, ne sono state scritte di pagine di storia! Eppure oggi “mi rendo conto che si sostengono le stesse rivendicazioni di allora. Ed è giusto che sia così. Ma…dobbiamo sapere che cosa realmente vogliamo”. L’arcivescovo ha imparato che la vita è bella “se ciò che conquisti è frutto del tuo lavoro e se sei animato da ideali che hanno un fondamento di verità”. E ricorda la “gioia” quando, al termine del primo mese di lavoro come cameriere, ricevette il primo stipendio: 90.000 lire con le quali poteva comprare i libri e continuare a studiare senza “pesare sulle già precarie condizioni economiche della mia famiglia”. I genitori non volevano, ma la vita “mi aveva insegnato che dovevo dare il mio apporto sacrificando le vacanze”. Monsignor Caiazzo cerca il confronto con le nuove generazioni che invita ad andarlo a trovare. Ma non solo: “se mi incontrate per strada e desiderate parlarmi, avvicinatevi. Se volete venire a trovarmi, sapete dove abito. Non ho ricette da offrirvi. Se me lo chiederete, di certo, potrò raccontarvi perché sono contento e chi mi fa felice: Gesù! Questo tempo così lungo, di pandemia, ci ha fatto capire che dobbiamo lavorare per una società completamente nuova”.

E conclude con le parole di due giovani siciliani che in questo tempo di pandemia hanno diffuso divertenti video. Nell’ultimo dicono: “Noi possiamo recuperare se non dimentichiamo ciò che c’è mancato. Se non dimenticherai che l’abbraccio di tuo padre non è scontato, che le risate con i tuoi amici non sono ovvie, se non dimenticherai che conoscere una persona nuova o fare un viaggio ti può cambiare la vita. Tu potrai recuperare se quando tutto sarà normale quella normalità la combatterai e tornerai a stupirti di tutto quello che ci capita intorno. Forse allora, soltanto allora, anche il 2020 sarà servito a qualcosa”.

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