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Morire per l'Imu?

25/08/2013  I colonnelli del Cavaliere, da Brunetta a Cicchitto, minacciano di far cadere il Governo se non verrà azzerata la tassa sulla casa. Per il Pdl è ormai una questione di principio. Ma è davvero la priorità?

Nel braccio di ferro cui assistiamo praticamente dall’inizio di questa “strana maggioranza” di governo, l’Imu è diventata una questione di principio per il Pdl. Intorno alla tassa sulla prima casa si accentrano fibrillazioni e tensioni. Alla fine il Governo potrebbe addirittura cadere. C’è chi dice che potrebbe essere il pretesto del Pdl per affossare la maggioranza, in modo da nascondere la vera ragione: il mancato accordo sulla decadenza da senatore del Cavaliere. Fatto sta che i colonnelli berlusconiani continuano a ripetere come un mantra che l’Imu deve cadere. Il concetto è stato ribadito dall’ex capogruppo Fabrizio Cicchitto: “Mercoledì l’Imu prima casa deve essere abolita”.

Le date son pericolosamente vicine. Il 9 settembre inizia la discussione in Senato sulle prerogative senatoriali di Berlusconi. La scadenza dell’Imu, come ha ricordato il premier Letta negando rinvii, è il 16 settembre. Ha detto la Pitonessa Daniela Santanché: "Hanno talmente paura che questo governo cada che cederanno e noi saremo cosi riusciti a portare a casa una cosa molto utile per gli italiani". I tecnici del ministero dell’Economia sarebbero riusciti a trovare risorse per 2,5 miliardi, per azzerare la rata di giugno rinviata al 16 settembre. Ma per garantire la copertura del totale azzeramento delle due rate, mancano all’appello altri 2 miliardi. Quattro miliardi e mezzo in tutto. Tanto ci costa la questione di principio del Pdl.

Ma la questione è tutt’altro che definita. Per il viceministro dell’Economia Fassina non ci sono risorse per abolire l’Imu sulle case di lusso, come vorrebbe il Pdl. Per Piero Fassino, in qualità di presidente dell’Anci,”l’abolizione dell’Imu comporta un buco finanziario insostenibile per i Comuni”.
In realtà,se guardiamo le cose con una certa oggettività, l’Imu è una tassa pesante, ma non è una priorità di politica economica inderogabile. Le priorità di un Paese che chiuderà l’anno con una perdita del Pil di due punti percentuali, sono crescita e occupazione, non certo togliere la tassa sulla casa, ville e castelli compresi come vuoel il Pdl. Il rifinanziamento della Cig, ad esempio, dovrebbe avere la precedenza (costa 600 mila euro, e altrettanto il prossimo anno). E anche l’aumento di un punto dell’Iva, se non si riuscisse a scongiurarlo, sarebbe una vera e propria iattura perché si riverserebbe sui consumi, proprio nel momentoin cui vediamo la luce in fondo al tunnel della ripresa. Il solo prolungamento della sua sterilizzazione fino a fine anno, costa un miliardo di euro. Per non parlare del rifinanziamento delle missioni internazionali di pace (400 mila miliardi). Ma la partita è condizionata dall’Imu, la parola d’ordine,il grido di guerra del Pdl. Ma vale la pena di morire per l’Imu?

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