Contribuisci a mantenere questo sito gratuito

Riusciamo a fornire informazione gratuita grazie alla pubblicità erogata dai nostri partner.
Accettando i consensi richiesti permetti ad i nostri partner di creare un'esperienza personalizzata ed offrirti un miglior servizio.
Avrai comunque la possibilità di revocare il consenso in qualunque momento.

Selezionando 'Accetta tutto', vedrai più spesso annunci su argomenti che ti interessano.
Selezionando 'Accetta solo cookie necessari', vedrai annunci generici non necessariamente attinenti ai tuoi interessi.

logo san paolo
lunedì 15 aprile 2024
 
IL RICORDO
 

Morta Wanda Półtawska, la "sorella" di Karol Wojtyla

25/10/2023  Polacca, psichiatra, sopravvissuta al campo di concentramento nazista di Ravensbrück, avrebbe compiuto 102 anni il 2 novembre. Dopo la guerra l'incontro con Karol Wojtyla cui restò legata da una lunga amicizia spirituale e intellettuale. Il futuro san Giovanni Paolo II chiese a Padre Pio di pregare per lei gravemente malata. Guarì.

Per lei malata il futuro Papa chiese la preghiera di Padre Pio. È morta Wanda Półtawska (Wojtasik il suo cognome da sposare), deportata a Ravensbrück, madre di famiglia, psichiatra, docente, amica di Karol Wojtyła. Stava per compiere 102 anni. 

Nata nel 1921 a Lublino, per lei nel 1962 Wojtyla, allora vescovo, si era rivolto in una lettera a Padre Pio, chiedendogli di pregare per questa madre di quattro figlie, che si era ammalata di un tumore maligno. Un mese dopo, in una seconda lettera, il futuro Pontefice informava Pio da Pietrelcina della inspiegabile guarigione. Questo caso fu preso in considerazione nel processo per la beatificazione di padre Pio, che sarebbe poi stato proclamato Santo da Giovanni Paolo II nel 2002.

Poltawska durante la guerra fu imprigionata a Ravensbruck, dove fu sottoposta a disumani esperimenti pseudo-medici. Si legge sul sito Vatican News: «Arrestata il 17 febbraio 1941 — appena diciannovenne — è stata prima vittima di maltrattamenti nel lugubre carcere della sua Lublino e poi, dal 21 novembre dello stesso anno, ha visto il suo nome trasformato nel numero 7709 nel famigerato lager di Ravensbrück, particolarmente noto per gli inumani esperimenti sulle prigioniere (delle quarantamila donne polacche lì rinchiuse ne sono sopravvissute ottomila). Wanda-7709 è stata ridotta a cavia. Per la precisione (usando l’ignobile terminologia nazista) a “Kaninchen” — e cioè “coniglio” — per la “clinica della morte” diretta dal “dottor” Kael Gebhard, medico personale di Heinrich Himmler, capo della Gestapo. Per studiare farmaci per i soldati al fronte, alle donne venivano provocate fratture e amputazioni. Ed erano sottoposte a ogni sorta di “sperimentazioni”, quasi sempre mortali».

Nel dopoguerra si era impegnata nelle attività in sostegno delle giovani coppie e delle famiglie. È stata docente presso la Pontificia Università Giovanni Paolo II di Lublino e attivista pro-life. Dal 1981 al 1984 insegnò anche presso il Pontificio Istituto Giovanni Paolo II per Studi su Matrimonio e Famiglia della Pontificia Università Lateranense di Roma. Ha influito sulla teologia della vita sviluppata da Karol Wojtyla. Poltawska è diventata membro del Pontificio Consiglio per la Famiglia nel 1983, della Pontificia Accademia per la Vita nel 1994, consultore del Pontificio Consiglio della Pastorale per gli Operatori sanitari.

Nel 2016 è stata insignita con la massima onorificenza polacca, «L’Aquila bianca».

 

 
 
Pubblicità
Edicola San Paolo